Avellino – “Il lavoro sommerso si contrasta con i controlli serrati presso i cantieri, ma anche e soprattutto, con verifiche a monte sui ribassi negli appalti pubblici. E’ questa la strada da seguire”: a sostenerlo è il presidente provinciale del Cna Impiantisti di Avellino, Francesco Venezia. “Accogliamo con soddisfazione la proposta avanzata dai sindacati in quanto riteniamo che la lotta al lavoro sommerso sia anche uno strumento di tutela per i tanti imprenditori che operano nella legalità e che hanno diritto ad essere tutelati da quanti, in dispregio delle leggi giudiziarie ed economiche si aggiudicano appalti con ribassi che raggiungono il 40% incidendo notevolmente anche sulla qualità dell’opera – continua il presidente Venezia – I ribassi sugli appalti riguardano l’intera realizzazione dell’opera con una notevole incidenza anche sui costi della manodopera creando di fatto l’esclusione delle imprese locali che operano nella legalità e che sopportano il costo dei lavoratori in regola. Escludendo la sopravvalutazione dei progetti da parte dei tecnici, vista la carenza finanziaria degli enti ed il prezziario della Regione Campania (tra i più bassi d’Italia), tutto lascia presupporre che chi accede all’appalto deve far ricorso al lavoro nero per rientrare nel budget dell’appalto. Da qui scaturisce il controsenso tra la lotta al lavoro nero e l’alimentazione dello stesso. Per questo noi del CNA sosteniamo e chiediamo maggiori controlli anche nella fase appalto delle opere affinchè, oltre alla lotta al lavoro sommerso, sia garantita anche la qualità delle opere”.
Nessuna polemica, ma osservazioni e proposte, il presidente Venezia lancia l’input: “I tempi biblici di pagamento degli stati di avanzamento lavoro legano un cappio al collo delle imprese che troppo spesso si trovano a decidere tra il pagamento degli stipendi agli operai ed il pagamento dei contributi previdenziali senza i quali l’ente non salda le fatture. Bisogna vigilare ancora più dettagliatamente sui cantieri nella nostra provincia ma soprattutto premiare quelle imprese attente alle regole e alle leggi, in un settore fondamentale per l’economia locale che in questo momento risente della crisi e che talvolta è danneggiato anche da situazioni poco chiare. Infine proponiamo l’istituzione di instituire un tavolo permanente di concertazione presso la Prefettura tra tutti gli attori degli appalti pubblici: stazioni appaltanti, sindacati, gli organi di controllo, forze dell’ordine, ed imprese per la lotta al lavoro nero”.