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“Da tempo andiamo dicendo che la sola produzione della Panda, che non può essere ritenuta l’auto del futuro, ed il conseguente abbandono della produzione delle auto a marchio Alfa, non è sufficiente per il futuro dello stabilimento pomiglianese, per il quale si prefigura un inevitabile ridimensionamento. Il Governo, che non perde occasione per assestare un altro colpo ad un polo produttivo tra i più importanti dell’Italia Meridionale, non può permettersi di far passare questo piano di ridimensionamento come una svolta con toni entusiastici. La nostra campagna elettorale è stata improntata sulla salvaguardia del diritto a lavoro: non a caso abbiamo iniziato il nostro cammino dallo stabilimento di Pratola Serra, per il quale è stato fissato un incontro cruciale l’8 aprile. Per il Sud serve un’inversione di rotta: si deve ripartire dal lavoro sicuro e stabile”.