Lavoro, ambiente, Università: le proposte Cisl sul Piano Strategico

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La discussione sul Piano Strategico della Città di Avellino deve necessariamente partire da un aspetto fondamentale: strategia significa, innanzitutto, analisi del contesto socio-economico, quindi programmazione e scelta degli obiettivi da raggiungere, infine utilizzo delle risorse finanziarie ed economiche disponibili per portare a compimento le direttrici di sviluppo. A tal proposito la Cisl irpina ritiene indispensabile “il rispetto di questo metodo di azione, che rappresenterebbe una seria svolta in tema di politiche territoriali di sviluppo. Non possiamo, infatti, continuare a commettere gli errori del passato più e meno recente, quando si è preferito l’utilizzo dei fondi pubblici fine a se stesso, facendo prevalere una logica della spesa pubblica e non quella degli investimenti realmente produttivi in termini di sviluppo, reddito ed occupazione.
In questi ultimi mesi, la Città di Avellino ha compiuto scelte rilevanti sotto il profilo della riqualificazione urbana: ci troviamo dinanzi a cambiamenti significativi e in gran parte positivi del volto urbano, anche se rimane discutibile la scelta di concentrare l’esecuzione dei lavori in un medesimo intervallo temporale”.
A giudizio della Cisl, la discussione sul Piano Strategico della Città di Avellino ha un significato solo se, preliminarmente, la classe dirigente, le Istituzioni, “hanno la capacità di rispondere in modo adeguato a questo interrogativo: qual è la vocazione sociale e produttiva della città e dell’area costituente il suo hinterland? Su quali elementi può essere fondata l’economia del territorio?”.
Il sindacato esprime forte preoccupazione, per il rischio che la zona industriale di Avellino “patisca un indebolimento che risulterebbe negativo anche per l’economia dei comuni limitrofi. Gli ultimi progetti urbanistici industriali, infatti, sembrano tendere verso una progressiva delocalizzazione della presenza industriale produttiva, verso la Valle Ufita. Sembra quasi che la zona industriale di Pianodardine debba rassegnarsi ad avere il ruolo di area logistico-commerciale; ipotesi, questa che è avvalorata dal fatto che nell’ultimo decennio, gli unici investimenti imprenditoriali sul territorio cittadino e del suo hinterland hanno riguardato l’insediamento di centri commerciali”.
Proprio a cominciare dal varo del Piano Strategico, “occorre invertire questa rotta: il territorio dell’hinterland avellinese deve porsi in uno stato di complementarietà con le altre zone industriali e produttive dell’Irpinia. La vocazione produttiva industriale, sino ad ora basata sul comparto industriale metalmeccanico ed in parte sul comparto agricolo, va difesa e valorizzata, completando una volta per tutte l’infrastrutturazione. Ogni discorso sullo sviluppo non può ignorare le problematiche relative al dissesto ed all’inquinamento ambientale, che caratterizzano le colline dell’hinterland avellinese. E’ fondamentale avviare da subito una politica di concertazione urbanistica con i Comuni contermini e con le altre autorità preposte, per mettere in sicurezza il territorio e porre fine a fenomeni di espansioni incontrollate”.
Allo stesso modo la CISL sollecita il Comune di Avellino a farsi promotore per la nascita di poli imprenditoriali che rispettino il territorio, abbattendo drasticamente l’inquinamento del terreno, dell’aria e dei corsi d’acqua.
“Desta preoccupazione, inoltre, l’accantonamento del discorso relativo alla costituzione di un polo di ricerca universitaria. In questi anni, il destino di molte città medio-piccole del Paese – quelle che l’ultimo rapporto CENSIS definiva “città rondine”, prive di una forte identità e di un ruolo delineato – è cambiato grazie all’istituzione di atenei, di centri di ricerca, che hanno innovato la dimensione socio-economica cittadina. Basti pensare alla vicina Benevento ed alla sua provincia, le quali possono contare su di una Università in grado di attrarre sul territorio migliaia di giovani, ma anche in grado di fornire supporto strategico alle imprese locali”.
In conclusione, la Cisl sollecita tutti gli attori istituzionali e le parti sociali ad un confronto serrato per definire, in tempi brevi, gli obiettivi del territorio interessato dal Piano Strategico, e rilancia l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la crescita sociale, culturale ed economica della città e dei centri ad essa limitrofi, attraverso le direttrici del rilancio industriale, del risanamento ambientale e dell’investimento su ricerca e formazione.

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