“Siamo, nostro malgrado, costretti ad intervenire pubblicamente al fine di tentare di ristabilire un minimo di verità sulla vicenda dei lavoratori precari a tempo determinato del Comune di Avellino.
Così, in una nota, i protagonisti della vicenda avellinese.
“Interveniamo – si legge ancora – con la ferma volontà di evitare che s’inneschi una guerra tra poveri ma con la netta impressione che quella che si è svolta in questi giorni è una guerra ai poveri. Una guerra condotta con la protervia e l’arroganza di chi si sente “protetto”. Cominciamo con stabilire quali sono, solo temporalmente, le priorità: i contratti a tempo determinato sono contratti in scadenza agli inizi di agosto di quest’anno. i contratti di co.co.co. sono stati rinnovati l’anno scorso, senza nessun problema, e scadono l’anno prossimo. C’è ancora un anno di tempo per capire come risolvere la questione.
Per i Tempo Determinato non c’è più tempo; vanno assunte decisioni. Chiunque abbia voglia, e capacità, di approfondire la vicenda si renderà conto che le due cose vengono trattate come vicende separate perché tali sono. Come per ogni cosa è bene partire dall’inizio. E, poiché, in questi giorni, si sono dette e lette le cose più improbabili va fatto un po’ d’ordine. Resta un’amara considerazione: finché a fare “ammuino” sono le parti interessate (co,co.co.), va anche bene e fa parte del gioco; quando, invece, a sostenere cose infondate e confusionarie sono rappresentanti dell’istituzione, che hanno accesso a tutti gli atti ed hanno il dovere di approfondire si resta un po’ interdetti.
Si è citato, più volte e a sproposito, il “piano Andreotti” come quello che aveva previsto la stabilizzazione di tutti i precari: Falso. Il piano Andreotti, contenuto nella Delibera di Giunta Comunale n. 404 (Dotazione Organica) del 2008, prevede, e del resto non poteva essere diversamente, la stabilizzazione di tutti i precari avevano maturato i requisiti necessari. ai sensi delle due Leggi Finanziarie 296/2006 e 244/2007, nel caso in specie i 3 anni di co.co.co. all’anno 2007.
La legge 27/12/2006 n. 296 (Finanziaria 2007), integrata con le previsioni della legge 244/2007 (Finanziaria 2008), aveva, infatti, previsto la possibilità di avviare processi di stabilizzazione per i lavoratori precari che possedessero almeno tre anni di co.co.co. già maturati nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007. Questi erano i requisiti in base ai quali è stato costruito il piano Andreotti.
In attuazione di questo disposto normativo, l’Amministrazione Comunale di Avellino ha proceduto all’emanazione di bandi di concorso pubblico per titoli ed esami, con una riserva, per chi avesse acquisito specifica esperienza di lavoro presso l’ amministrazione comunale di Avellino con contratti di co.co.co. Perché gli attuali co.co.co. al settembre 2007 non avessero i requisiti minimi per partecipare ai bandi concorsuali per la stabilizzazione è un’altra storia che si può anche raccontare semplicemente elencando delle lettere e delle cifre…. e per chiarire anche così chi sono gli, eventuali, privilegiati.
In seguito, la Circolare n. 26/08 del Dipartimento della Funzione Pubblica ha definito meglio la ratio delle due leggi Finanziarie, delineando un “Percorso di stabilizzazione” in due tempi successivi. Infatti, “Per quanto concerne il percorso di stabilizzazione esso deve avvenire necessariamente previo svolgimento di procedura concorsuale, pertanto, non può essere attribuito il significato di un’equiparazione dell’attività lavorativa di tre anni di co.co.co. a quella di tre anni di tempo determinato, in quanto ciò non sarebbe coerente con l’assetto normativo esistente…
…(si) configura perciò un percorso per gli interessati (ndr coloro che avessero i requisiti di cui sopra) che passa dalla partecipazione con riserva a concorsi a tempo determinato, secondo le modalità prescritte dalla legge, ad un’assunzione a tempo determinato dalla quale far decorrere il triennio utile per maturare i requisiti per procedere alla definitiva stabilizzazione.”
Nel frattempo, l’introduzione della Legge brunetta del 2008 ha ingarbugliato la procedura di stabilizzazione prevista dalle 2 leggi finanziare. Alcuni Enti Locali (Como, Ascoli Piceno, Mesagne, Ostuni, Sala Consilina, Civitavecchia, Alpignano, ecc.) hanno chiuso il processo d stabilizzazione avviato con la diretta immissione in servizio dei lavoratori a Tempo Determinato. Altri (Comune di Roma, Comune di Milano, Regione Piemonte e Puglia, ecc.) hanno previsto un rinnovo contrattuale, per ulteriori 3 anni, ed una stabilizzazione su un tempo più lungo.
Dopo un lungo anno di discussione, tra Amministrazione del Comune di Avellino ed Organizzazioni Sindacali provinciali, si era giunti a sottoscrivere un accordo quadro sulla scorta dell’esempio del Comune di Milano; il quale prevedeva la definitiva stabilizzazione dei lavoratori a Tempo Determinato nell’arco di quattro anni. Ora, risulta chiaro a chiunque, che la richiesta di equiparare le due forme contrattuali è un pretesto di chi non vuole fare nessuna stabilizzazione; mentre chi, invece, intende effettivamente trovare una soluzione, differenzia i percorsi cercando soluzioni diverse per le due tipologie contrattuali.
Abbiamo, purtroppo, l’impressione che su questa vicenda si stia giocando una partita che, prescindendo dai contenuti e dal merito, è divenuta tutta di strumentalizzazione politica. In particolare giungono voci di consiglieri comunali che sono contrari anche al rinnovo dei contratti a tempo determinato.
Il lavoro che, quotidianamente, portiamo avanti è sotto gli occhi di tutti. Ed è stato più volte riconosciuto che, nelle attuali condizioni, far saltare 29 lavoratori comprometterebbe fortemente al capacità di erogare i servizi minimi. Del resto basterebbe chiedere ai tanti cittadini che puntualmente frequentano, l’ufficio ragioneria, i lavori pubblici, l’ufficio traffico e mobilità, l’ufficio pianificazione, ecc. (che, forse, nemmeno sanno di essere in presenza di un lavoratore precario), chi trovano.
Chiediamo semplicemente, e con educazione, all’Amministrazione Comunale di mantenere fede agli impegni, sottoscritti con tutte le organizzazioni sindacali, ed approvati in due delibere di Giunta Comunale procedendo celermente alla sottoscrizione del rinnovo contrattuale presso la Direzione provinciale del lavoro di Avellino (poiché il contratto dei lavoratori a tempo determinato scade ad agosto) e di mettere subito dopo in atto tutte le procedure, naturalmente quelle previste dalla legge, per definire COME procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari dell’Ente.