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Sul rettangolo di gioco si impongono i più esperti atleti salernitani. I rossoblu, approfittando di un pacchetto di mischia più pesante e di qualche buona individualità, riescono a realizzare mete importanti. Ma l’Avellino Rugby (decimato dagli infortuni e in inferiorità numerica) prova a rispondere e nel secondo tempo sfiora di un soffio la finalizzazione in più di una circostanza. Sugli spalti anche un piccolo ma vivace gruppo di sostenitori dei colori biancoverdi, ad incitare capitan Caliano e compagni. Alla fine strette di mano e pacche sulla spalla, tutti insieme nell’oramai ‘mediatico’ terzo tempo. Il risultato della partita? Poco conta… C’è voglia di godersi questa bella giornata di sport puro, di leccarsi le ferite dopo la battaglia, di rifocillarsi un po’. E c’è voglia di guardare al futuro, non senza aver tirato le somme sul campionato appena concluso. Un bilancio sostanzialmente positivo. Un’annata nella quale l’Avellino Rugby qualche soddisfazione se l’è tolta. Vincendo tre partite e chiudendo a centro classifica il torneo. E’ mister Rea a parlare dei progetti per l’anno prossimo. “Proseguiremo lungo il solco tracciato – assicura – cercando di coinvolgere ‘forze fresche’, sia con nuovi tesseramenti che con iniziative parallele, come le sinergie da tempo avviate con le scuole della provincia per la diffusione del rugby. Inoltre per questa estate si prevedono anche una serie di amichevoli e triangolari”. Sulle caratteristiche per poter essere un rugbista così si esprime l’allenatore dei lupi: “Deve essere uno sportivo, anche proveniente da discipline come il calcio, il basket, lo judo – spiega – e deve avere un pizzico di incoscienza…”. Quel pizzico di incoscienza che non manca a Caliano, Pericolo, Mernone, Console, Romeo, Gallo, Saldotti, Russo, Bruno, Capasso, Montefusco, De Feo, Barbarisi, i fratelli Borriello e tutti i ragazzi e amici dell’Avellino Rugby. Al grido “Avanti Avellino!” sono già pronti a correre di nuovo dietro quella palla ‘impazzita’. (di Eddy Tarantino)