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L’autovelox lo becca a 140km/h: “Non ero io ma la nonna di un amico”

Belluno – A tutti è capitato, almeno una volta, fermati dai vigili urbani o dalla polizia, di ricorrere a giustificazioni più o meno ‘attendibili’ per evitare multe salate. Dall’introduzione della patente a punti il ‘tasso di bugie’ è aumentato: una delle tecniche più collaudate è quella di riferire alle Forze dell’Ordine che alla guida o in sella c’era un anziano parente, che ha ancora la patente ma che magari non guida da anni. Con questa scusa si evitano ritiri e revoche, ma ci si aspetta che la ‘palla’ sia un minimo credibile. Un quarantenne di Ferrara, invece, non si è posto limiti. “Ve lo giuro, sulla moto non c’ero io, c’era la nonna di un mio amico”. La giustificazione è apparsa subito poco credibile ai vigili, che dopo accurati controlli hanno scoperto che la signora non solo aveva 85 anni, ma era anche malata di Alzheimer. Di fronte all’accorata difesa è lecito immaginare che i vigili urbani di Farra d’Alpago abbiano levato gli occhi al cielo. E chissà qual è stata la loro espressione quando hanno scoperto che l’anziana in questione contava 85 primavere e, per di più, era malata di Alzheimer. La bugia è costata cara:: per il quarantenne è scattata la denuncia, cui ha fatto seguito la condanna per falso ideologico in atto pubblico, con una pena di tre mesi di reclusione.

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