LAURO- Un cielo pieno di palloncini bianchi e azzurri, un lungo applauso e i fuochi d’artificio, perché quando un giovane va via c’è questa antica tradizione. Nella Piazza campeggia uno striscione, quello che gli hanno dedicato i suoi amici: Michele vive. Così questa mattina centinaia di persone hanno voluto salutare Michele Amelia, il quarantaduenne operaio di Lauro ennesima vittima sul lavoro, a Bellona lungo l’A1 mentre allestiva un cantiere per la manutenzione stradale. La Chiesa di Santa Margherita e Potito di Lauro e’ stracolma, il paese e’ in lutto cittadino, quello proclamato dall’amministrazione comunale. In Chiesa c’è il primo cittadino Rossano Sergio Boglione e gli amministratori. Nella sua omelia, Don Luigi, il parroco di Lauro ha voluto ricordare come la nostra vita vera sta “Nella salvezza del Signore, non nella nostre sicurezze che possono essere spazzate via in ogni momento.La vita terrena e’ un passaggio” una parte “di un percorso che ci porta al Signore, questa e’ la speranza del credente”. All’uscita del feretro dalla Chiesa di Lauro anche i colleghi di Michele, con le tute da lavoro, quella che anche il giovane padre di Lauro indossava il 21 maggio scorso, quando e’ stato travolto e ucciso lungo l’A1
Lauro, palloncini e applausi per l’ultimo saluto della comunità a Michele
