
Si terrà il prossimo 15 luglio alle ore 19.30 a Positano la presentazione de: “Il Pasto del Cervo – Temperaoggettografie di Giovanni Spiniello”. Nella sua proposta l’artista di Grottolella ha subito il fascino dei ritrovamenti preistorici delle ossa fossili di cervo a Grotta della Porta, contestualizzando il mito di Poseidone e Pasitea alla sua ricerca sulle favole e gli archetipi e attualizzandolo nella sinergia tra la fossilizzazione oggettuale e la semina del colore. Enrico Crispolti, nel 1978 sul Catalogo Bolaffi, afferma che Giovanni Spiniello “rinnova efficacemente la tecnica incisoria attraverso l’impronta rivolta ad accogliere memorie oggettuali molteplici, con esito di intenso lirismo”. Dalle cartoggettografie, che accoglievano le impronte segniche degli oggetti tramite il supporto dell’acquaforte, alla temperaoggettografia dove sono le tele che accolgono le impronte fossili, il percorso dell’artista si è arricchito di molteplici esplorazioni. Nel campo cromatico, con la semina del colore che riprende l’antico gesto della semina del grano, ma anche nella documentazione e interpretazione etnografica dei giochi e dei mestieri dell’antica Irpinia. Un percorso che si dischiude nel “Pasto del Cervo” alla ricerca del mito di Poseidone e Pasitea, contaminandolo con i fossili di Grotta della Porta e le sue reminiscenze e ristrutturazioni del mito e della favola.
L’irpino Spiniello, artista nella sua piena maturità ma ancora capace di continue riflessioni ed elaborazioni, innova e trasforma il suo ciclo di ricerca che lo portò, negli anni ’70, a essere considerato una promessa dell’arte contemporanea nel panorama nazionale con numerose presenze nel circuito delle gallerie e importanti partecipazioni a rassegne quali la Biennale di Venezia del 1968, la Quadriennale di Roma del 1975, la Seduzione dell’artigianato del 1990.
Nell’occasione si degusteranno i vini de La casa dell’Orco azienda vitivinicola irpina la cui etichetta è stata realizzata dall’artista e recensita sul volume “Per Vino e per Segno. Le più belle etichette d’autore vestono il vino italiano”, a cura di Paolo Menon.