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L’anno zero dell’Irpinia in un capitolo di ‘qui Touring’

“Terra ruvida d’Irpinia”: il mensile di turismo ‘qui Touring’ ha puntato i riflettori sull’ “anno zero” della nostra provincia, il 1980. “L’architettura di un intero territorio distrutta. L’identità lacerata. L’Irpinia nasce e muore in pochi secondi. Una sera d’autunno. Prima non c’era perché nessuno la conosceva. Un minuto dopo non c’era più perché era andata distrutta”. E ci sono voluti circa 20 anni per cambiare faccia. La sciagura del 23 novembre ha lasciato in eredità non solo brutti ricordi ma anche “caos burocratico e sfacelo edilizio”. Ma i borghi, pur devastati nel cattivo gusto di una ricostruzione frettolosa conservano il fascino di una storia millenaria. Da qui il ‘viaggio’ nei centri irpini: Paternopoli dove “l’enorme piazzale del centro è una colata d’asfalto spoglia e triste”. Sant’Angelo dei Lombardi, “paese anonimo, senza storia”. Senerchia, invece, è rimasta immutata “un affascinante complesso di case semidistrutte e abbandonate tagliato in due da un rigagnolo”. Ed ancora Montella, con il Castello del Monte, “splendida costruzione fortificata che ha subìto un interessante restauro”. “Ci vorrà del tempo – è uno stralcio dell’intervista rilasciata dal presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto Nicola Di Iorio – prima che il grande occhio del turismo si posi su questa terra, per ora appannaggio di qualche sporadico straniero che ha pensato bene di acquistare a pochi euro un vecchio casolare di sassi buttato giù dal terremoto per rimetterlo in piedi con la benedizione di amministratori locali”. Dall’architettura all’economia il quadro che l’Irpinia restituisce al resto del bel paese è quello di un luogo dove “la ferita del terremoto è ancora aperta anche se qualche mosca bianca nell’amministrazione locale è riuscita a fare miracoli, navigando a vista tra incongruenze politiche, intoppi burocratici e progetti scadenti”. Qualcuno a quanto pare ha capito il valore e la bellezza di questi luoghi cercando di far guadagnare all’Irpinia una posizione nel panorama turistico nazionale. Ma il risultato di ogni analisi non cambia: non è facile.

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