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L’analisi – Un primato raggiunto con umiltà, sacrificio e…’Comis’

Dopo otto giornate di campionato l’ululato del lupo tornare a rimbombare forte sulla vetta della classifica cadetta. L’ultima volta era stata quasi un anno fa, per la precisione la notte del 17 novembre, quando Schiavon e Castaldo piegarono la Juve Stabia nel derby. Allora fu una sorpresa vedere i terribili ragazzi di Rastelli più in alto di tutti e più forti dello scetticismo che aleggiava su una squadra tornata in B dopo le arcinote vicissitudini di quattro anni addietro. Adesso no. L’Avellino in vetta, dove ha messo le tende anche il Frosinone che ricorda tanto proprio i lupi della passata stagione per entusiasmo e voglia di spaccare il mondo, non deve meravigliare.
La banda Rastelli infatti ha smesso di interpretare il ruolo di matricola ‘incosciente’ per indossare la corazza e marciare verso traguardi ambiziosi. Il tutto senza supponenza e spavalderia, anzi Castaldo e compagni sanno bene cosa vuol dire scendere in campo umili, compatti e votati al sacrificio. La riprova è giunta proprio ieri quando, nel momento di difficoltà contro un Carpi in crescita nel secondo tempo, il gruppo ha serrato i ranghi e stretto i denti fino all’ultimo. Ciò significa saper soffrire fino all’ultimo secondo bagnato dall’ultima goccia di sudore. E poco importa se Gomis è stato chiamato agli straordinari per preservare il guizzo di Comi. La premiata ditta ‘Comis’ ha confezionato tre punti di platino, che non valgono doppio soltanto perché messi in cassaforte ad ottobre.
Rastelli, da par suo, continua a gongolare perché raccoglie i frutti del proprio lavoro. Ieri ha cucito una veste diversa sul suo 3-5-2 con l’obiettivo di dare un segnale agli esterni. Quasi un invito ad attaccare il fondo e a crossare, proprio come hanno fatto Visconti, propiziando l’1-0, e Bittante che ha emulato l’ex Cremonese offrendo a Comi il pallone del potenziale gol della tranquillità a stretto giro.
Imporsi ai quartieri alti conferirebbe all’Avellino e a tutta la piazza la consapevolezza di poter raggiungere qualcosa di importante. A proposito di piazza: ieri un’altra immensa dimostrazione d’affetto della tifoseria. Ma anche questa oramai non è più una sorpresa. (@claudio_devito)

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