L’analisi – Scandone: peggio dell’anno scorso

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Avellino – Alzi la mano chi alla vigilia della sfida contro la Mens Sana aveva solamente sperato nella vittoria della Scandone. La maggior parte degli aficionados biancoverdi e chi vi scrive non avrebbero puntato un solo euro su Avellino. Resta da capire però se, tra staff tecnico e soprattutto giocatori, c’è stato qualcuno che sia veramente sceso in campo al PalaEstra convinto di poter superare il difficile esame Siena.

La sfida era quella che era, inutile girarci intorno. Siena – squadra ben lontana dall’essere la corazzata degli anni precedenti, con un management societario alle prese con tante gatte da pelare – rappresentava comunque un test proibitivo sulla carta, viste anche le numerose assenze (dovute agli infortuni) cui coach Vitucci ha dovuto far fronte, in settimana come nel game-day.

Con una panchina corta già di suo, l’ultimo coach of the year (eh già…) ha dovuto rinunciare a Spinelli e Biligha, potendo ruotare di fatto solo sette uomini. Fate pure sei, vista l’impalpabile presenza di Lakovic che in circa 30 minuti di utilizzo ha raccolto la miseria di 3 punti, 7 assist e 1 di valutazione finale. Alla fine della fiera, conta davvero poco il fatto che Avellino ha chiuso il secondo tempo col segno più (+4) in termini di punti fatti.

Troppo poco per pensare di ripartire da questo dato e sperare di centrare il secondo obiettivo stagionale ovvero i playoff scudetto, oggi lontani addirittura quattro punti (Caserta e Reggio Emilia hanno due vittorie in più della Scandone). Cinque sconfitte consecutive non s’erano viste neanche nell’ultima e sciagurata gestione di Valli (ma peggio avevano fatto Markovski con sei sconfitte di fila nella stagione 2008/09 e Giuliani-Capobianco con otto gare perse di fila nel 2005/06).

Il calendario potrebbe però aiutare i biancoverdi che nelle ultime sei giornate giocheranno quattro volte al Del Mauro. Perciò dovrà essere per prima la Scandone a sconfiggere se stessa, a battere la Scandone impaurita, che scende in campo senza grinta e convinzione. Insomma, mai come in questo caso vale il detto: ciascuno sarà l’artefice del proprio destino.
(@antopirolo)

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