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L’allarme di Caruso: “L’Alta Irpinia è ormai in coma”

Ieri il primo appuntamento degli Stati Generali. Un grido d’allarme lanciato da un’Irpinia d’Oriente ormai in agonia e, attualmente, impossibilitata a ripartire ma vogliosa di non cedere alle difficoltà e alla crisi. Uno dei simboli di questa battaglia per la sopravvivenza è sicuramente il sindaco di Andretta Angelantonio Caruso.

Sindaco Caruso, quali sono le mosse della sua amministrazione per contrastare la crisi?
“Innanzitutto stiamo cercando di fare un riepilogo generale di quello che è lo “stato dell’arte” dei vari lavori pubblici e delle finanze comunali per capire dove possiamo ulteriormente ridurre le spese e gli eventuali sprechi. Abbiamo bisogno di liquidità, noi come tutti gli enti locali. L’anno che abbiamo attraversato e che giunge alla conclusione non è stato positivo e ad Andretta questa realtà si è sentita ancora di più”.

Qual è stata la sofferenza maggiore che avete patito?
“Sicuramente quella della del settore edile. Il nostro piccolo comune, infatti, si regge soprattutto sull’attività delle aziende di costruzioni che danno lavoro a molte persone. Purtroppo il 2011 è stato durissimo e si è lavorato molto poco. A questo c’è anche da aggiungere anche la crisi delle piccole attività artigianali che non riescono ad andare avanti senza fare enormi sforzi”.

Come vede il prossimo futuro? Il 2012 sarà l’anno del rilancio?
“Nel prossimo anno cercheremo di sfruttare al massimo le nuove normative sugli appalti pubblici che non permettono più agli enti locali di devolvere parte del denaro introitato con una gara su altri lavori di interesse comunale. Lavoreremo, quindi, per accettare le offerte migliorative e non più al ribasso. Certo, il fatto che da due anni la Regione abbia chiuso i rubinetti dei finanziamenti non ci aiuta e non ci fa guardare con ottimismo al prossimo futuro, ma non possiamo fare altro che lottare”.

Proprio a tal proposito, alcune aziende hanno aperto contenziosi con il Comune per lavori pubblici interrotti. Un circolo vizioso dal quale è difficile uscire…
“Certamente sì. Ad Andretta avevamo mandato a finanziamento, tramite il Psr, due progetti molto importanti e di grande portata economica: il rifacimento di una piazza che sarebbe costato due milioni di euro e la realizzazione di un edificio pubblico moderno per il quale ci sarebbero voluti cinque milioni. I lavori sono iniziati e poi i finanziamenti sono stati improvvisamente interrotti dalla Regione. Ovviamente le aziende che hanno vinto le gare d’appalto e hanno avviato le attività hanno speso dei soldi e non hanno ricevuto alcun pagamento. Questa situazione ha portato alla giusta apertura da parte di esse di contenziosi per recuperare il credito ma, attualmente, il Comune non può fare nulla. Siamo con le mani legate”.

Ieri si sono tenuti gli Stati Generali dell’Alta Irpinia che sono stati l’occasione per parlare di tutti i problemi che affliggono l’Irpinia d’Oriente. Come giudica questa giornata?
“Premesso che, per motivi familiari, non sono potuto essere presente alla manifestazione, l’incontro ha dimostrato lo stato comatoso in cui versa il nostro territorio. Privato dei trasporti, della sanità più basilare e della Giustizia, ormai non offre più nulla e non permette a nessuno di immaginare un futuro sereno. Anche l’opera socio-assistenziale per i nostri anziani sta venendo pian piano meno perché non ci sono più soldi per pagare i lavoratori dei vari Piani di Zona. A lungo non potremo reggere. Questo è certo. E sto parlando di un grido d’allarme che lanciamo da lungo tempo, non certo da ieri”.

Se la Regione è in crisi, l’Europa ha messo a disposizione degli enti milioni di euro che non sono stati ancora spesi. I comuni dell’Alta Irpinia stanno cercando di consorziarsi per accaparrarsi una parte di questa montagna di denaro?
“Rispondo a questa domanda facendo riferimento a un megaprogetto per il rilancio del turismo in Alta Irpinia di cui Montella era comune capofila. L’impianto progettuale, dopo tanto lavoro e impegno, fu approvato anche a livello tecnico e pubblicato sul Burc. Era tutto pronto ma la Regione, all’ultimo momento, si è tirata indietro perché non era in grado di coprire la propria parte di spesa. Già perché è importante ricordare che l’Unione Europea elargisce solo il 55 per cento dei fondi. Il 35 per cento è a carico del Governo e il 15 della Regione. A questo punto, che senso ha consorziarsi se poi non c’è modo per Palazzo Santa Lucia di pagare la propria parte?”.

Questione rifiuti. Crede che il momento più critico sia stato superato?
“Se devo dire che sono tranquillo non possono farlo. Certo, la politica ci ha dato una grossa mano e sembra che il peggio sia passato, ma non mi sento di abbassare la guardia perché ormai abbiamo imparato che le cose possono cambiare da un momento all’altro. L’importante, ora, è mantenere buoni rapporti con IrpiniAmbiente”.
(di Attilio Alvino)

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