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L’Air trionfa in Eurolega. Malaga battuta al fotofinish 72-70

Avellino – Yes, we did it. La Scandone riarrangia e fa suo il famoso motto di Barak Obama e nel giorno dell’elezione del primo presidente nero d’America raggiunge quello che è il suo risultato singolo più prestigioso e importante, la prima vittoria in Eurolega. Una partita ricchissima di emozioni e colpi di scena, non adatta ai deboli di cuore. Un successo maturato grazie ad una prova di coraggio, come quello mostrato da Drake Diener nel prendersi il tiro del 70 pari con un arresto a 8 metri dal ferro, e di grandissima intensità, quella che ha permesso ad Eric Williams di segnare il layup che ha fissato il risultato sul 72-70 finale. Ma partiamo dall’inizio. A calcare il parquet del “Del Mauro” non c’era un avversario qualsiasi, ma quell’Unicaja Malaga che occupa la prima posizione nella Liga spagnola e che ha sulla sua panchina il coach che ha portato la Spagna alla medaglia olimpica. Gli ospiti sono noti per giocare una delle migliori pallacanestro d’Europa e benchè privi di due cestisti del calibro di Berni Rodriguez e Alfonso Sancez rimangono uno dei team più attrezzati del vecchio continente. L’Air però non si è fatta scoraggiare dal timore reverenziale e dopo le belle prove con l’Olympiakos e il Maccabi era determinatissima ad ottenere i due punti in palio. Una determinazione che in campo si è vista tutta, negli occhi di Tamar Slay come nelle esultanze di Marko Tusek. E proprio il moro ex Capo d’Orlando è stata una delle chiavi della partita: schierato in quintetto da Markovski, nel primo tempo Slay si è mosso bene in attacco e quando è passato in posizione di ala grande – alternato con Tusek e Radulovic ma sempre con uno dei due affianco – ha mandato completamente in tilt la retroguardia iberica, riuscendo al contempo a differenza degli altri ‘4’ irpini a non soffrire la fisicità dei Big Men di coach Aito. Il piano biancoverde ha funzionato alla perfezione. Archibald, Haislip e N’Dong sono stati messi in grossa crisi dalla perimetralità irpina e poco male se le percentuali dall’arco non sono state esaltanti (6/28): l’area si è aperta lasciando tanto campo a Chris Warren (24 punti, 9 rimbalzi, 29 di valutazione) e allo stesso Slay. Quando poi in campo è tornato Eric Williams la musica è cambiata definitivamente. “Big E”, uscito nel primo quarto per tre falli consecutivi – di cui due davvero dubbi – nella quarta frazione è stato praticamente perfetto in entrambe le fasi di gioco. In difesa è riuscito a mettere un freno alla buona vena di N’Dong dal post basso ed è stato un muro insormontabile per Cabezas e i penetratori ospiti. In attacco invece la sua sapienza sul pick and roll ha fatto mettere tanti punti in cascina, tra i quali brillano più di tutti quelli del definitivo 72-70. Una sua ingenuità clamorosa poteva costare davvero cara: sulla rimessa successiva infatti Malaga – con 1,95 secondi da giocare – ha cercato di arrivare ai supplementari disegnando uno schema che prevedeva un layup volante di Marcus Haislip (a proposito, semplicemente mostruose due sue schiacciate). Eric ha bloccato la palla ma preso dall’euforia ha cominciato a ‘camminare’ con il pallone tra le mani. I fiscalissimi arbitri europei hanno fischiato l’infrazione di ‘passi’, dando così a Malaga una seconda chanche, fortunatamente per Avellino non trasformata. La Cronaca: La Scandone oltre al rientrante Slay schiera Best, Warren, Tusek e Williams. Malaga si affida a Cabezas, Gomis, Welsch, Haislip e Archibald. I lupi partono forte con Warren, ma vengono agguantati da Haislip (10-10 dopo 5′) e gli ospiti, dopo il pareggio, non molleranno la testa dell’incontro sino alla fine. Le cose sembrano subito mettersi male per i padroni di casa, costretti a salutare “Big E” a causa dei tre falli. Spaesata, la Scandone si fa sorprendere e subisce il primo forcing iberico, andando sotto alla fine del primo quarto per 15-23. Privi del centrone, gli uomini di Markovski si rimboccano le maniche e cominciano a lavorare bene in difesa, seppur in attacco continuino a sperare troppo nel tiro dalla lunga. Tusek – il grande ex di giornata omaggiato anche dai 100 supportes stranieri – indovina finalmente un tiro dall’arco e riporta i suoi ad un possesso di distanza (26-29 dopo 15′) ma Malaga in un modo o nell’altro riesce comunque a scappare tornando sulla doppia cifra di vantaggio. Un canestro ‘pazzo’ di Cinciarini manda tutti al riposo lungo sul 30-38 Unicaja. Ancora tanta difesa – con tanto di effetti speciali affidati alla stoppata di Crosariol – e l’Air riesce a piazzare un parziale di 8-2 che obbliga Aito al timeout (38-40 dopo 24′). Il pareggio dei biancoverdi arriva pochi minuti dopo con Radulovic (48-48 dopo 26′) ma gli ospiti trovano un Kelati ispiratissimo dalla panchina: con il buzzer beater di Cook il terzo quarto si conclude sempre con gli ospiti avanti 53-57. La quarta frazione, invece, è di quelle che non si dimenticano. N’Dong inizia a far la voce grossa in post e Markovski torna a puntare su Williams, che ripaga la fiducia trasformandosi in una diga incredibile sotto il proprio canestro. Punto su punto, recupero su recupero, la Scandone arriva sino a 50 secondi dalla fine, quando Drake Diener con un coraggio che appartiene a pochi si arresta e senza pensarci su spara da 8 metri, facendo impattare la partita sul 70 pari. Poi arriva Williams, 72-70. E il resto è già storia.
(giu.mat)

Air Scandone Avellino – Unicaja Malaga 72-70
Parziali per quarto: (15-23; 15-15; 23-19; 19-13)
Progressione parziali: (15-23; 30-38; 53-57; 72-70)

Air Scandone Avellino: Warren 24, Radulovic 4, Best 5, Cinciarini 2, Crosariol, Lisicky, Slay 13, Tusek 5, Williams 12, Diener 7. All:Markovski.
Unicaja Malaga: Cook 4, Gomis 8, Cortaberria, Welsch 5, Cabezas 4, N’Dong 13, Faverani 4, Jimenez 5, Archibald 8, Kelati 5, Haislip 14.All: Aito Garcia Reneses.
Arbitri: DRABIKOVSKY, VOLODYMR (UKR), LOVSYN, ANDREJ (SLO), CIULIN, MARIUS (ROM)

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