
Dalle Final Eight al campionato, dalle V-nere alla Benetton. Il “vascellino” Air è già sbarcato a Treviso dove questa sera alle ore 20, con diretta Sky Sport 2, sfiderà un’altra delle cosiddette “piccole grandi” di questo campionato. I verdi della marca, hanno ormai obliato i fasti di un tempo, quando Nicola e Garbajosa infiammavano le retine di qualsivoglia palasport o quando sotto la guida di David Blatt conquistavano l’ultimo tricolore, il quinto della storia, nel 2006. Da allora la combinazione cromatica dei campioni d’Italia non è cambiata, ha mutato invece la natura del sodalizio caro al patron Buzzavo. Quattro coach in tre stagioni con Repesa, l’ultimo della serie, che si spera possa essere l’uomo in grado di far crescere un gruppo, negli anni, totalmente rinnovato e ricco di giovani di talento. Il faro, l’elemento dal più alto peso specifico è senza dubbio Gary Neal (nella foto). Uno degli ultimi esempi di guardia pura da poter apprezzare nello spaghetti circuit, dopo l’avvento delle forse più economiche combo-guard. Giocatore da 20 punti a gara, in possesso di un bagaglio tecnico che va dalle penetrazioni ai giochi in uscita dai blocchi, dal classico, ma sempre efficace, palleggio arresto e tiro e soluzioni fuori dal coro, dalla distanza e non. Seppur il coloured sia il miglior marcatore del torneo, non è lui l’indicatore assoluto delle vittorie trevigiane. Dal solido apporto di Nicevic sotto canestro al prezioso contributo di Wallace su entrambi i lati del campo, sono tante le frecce all’arco del tecnico bosniaco. Sul perimetro, dopo la partenza del deludente Martin, Kelvin Rivers, prelevato da Latina in Legadue dove viaggiava ad oltre 24 di media, è il Neal di riserva. Un’altra bocca da fuoco dalla linea dei 6,25 che va a formare con il talento di Aberdeen, un duo dal potenziale enorme. Complice la giovane età del roster e la molteplicità di soluzioni tecniche, il quinto dello starting five spesso varia. In attesa del play, (in settimana è spuntato il nome di Bjelica tra i papabili di Lefebre) è Davor Kus il regista adattato. Il croato completa una batteria di piccoli, seconda nel tiro dalla distanza, solo alla Montepaschi. Dal pino si alzano il giovane lituano Motiejunas, ma soprattutto Jasmin Hukic, classico lungo perimetrale che con il suo piazzato da tre, così come all’andata contro Avellino quando allungò la sfida all’overtime, ha risolto non poche situazioni calde. Daniel Hackett, è, al momento, l’unico play di ruolo in squadra, ma l’apporto del classe ’87, non è stato sin qui pari alle aspettative create dai media del settore. Completano le rotazioni Gentile Jr ed i diciottenni De Nicolao e Sandri, definitivamente lanciati in prima squadra. Avellino, così come ricordato in settimana da Dylewicz, non arriva alla sfida del Palaverde nel migliore dei modi. Nelson ha saltato un paio di sedute a causa di un attacco influenzale, mentre Troutman è sempre alle prese con i problemi all’avambraccio sinistro. Se alla situazione infermeria aggiungiamo una condizione fisica minata dalle fatiche di Coppa e la voglia di rivalsa di una Treviso esclusa dalle Final Eight, fuori dall’Euro Cup, ai margini della zona play off ed in cerca della vittoria numero mille nella storia del club, il compito dell’Air non è dei più semplici. A coach Pancotto l’arduo impegno di centellinare al massimo le energie fisiche e mentali, per ottenere una vittoria che, lontano dal Pala Del Mauro, manca dall’otto novembre 2009, quando Brown e soci espugnarono Varese. (di M. Roca)