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L’Air punta dritto su Capo d’Orlando

Nessuno, ad inizio campionato avrebbe mai potuto pensare che al giro di boa di questo ‘strano’ torneo la Scandone e Capo d’Orlando fossero così distanti in classifica. Probabilmente nessuno in casa biancoverde avrebbe mai pensato di vivere la stessa disarmante disavventura dello scorso anno. Eppure questa è la semplice verità. Dieci punti distanziano la squadra di Boniciolli da quella dello ‘sceriffo’ Perdichizzi. Diciotto i punti dell’Upea, otto quelli del team avellinese. Gioco spettacolare quello offerto da Young e compagni, tanti pick and roll e doppie uscite, per sfruttare le giocate del cecchino Alvin Young, miglior marcatore del torneo. Vittorie schiaccianti, vedi quella della seconda giornata con la Fortitudo Bologna, vittorie di rapina, come quella con Varese. Risultati positivi che hanno permesso agli uomini del Presidente Sidoni di sfiorare l’impresa. Le Final-Eight sono state ad un passo, solo l’onorevole sconfitta 79-75, contro Reggio Emilia fuori casa, ha cancellato il sogno. Ad aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile sono stati i ragazzi terribili di Pillastrini, che con la sua Montegranaro ha sorpreso tutti ricevendo applausi da tutta la critica cestistica. Capo d’Orlando ad inizio stagione veniva data come una delle pericolanti, una squadra senza né capo e né coda, con giocatori semisconosciuti e con solo Young, Freeman ed Esposito a fare da chioccia ad un gruppo giovane. Proprio in apertura di stagione la società sicula ha deciso di divorziare dal talento di Caserta, che oggi gioca in B1 a Gragnano. Sin dalla prima giornata Perdichizzi è sembrato in bilico. Poi è arrivata la vittoria di Avellino, che in pochi hanno applaudito, perché i più ritenevano che ci fossero tanti demeriti della squadra biancoverde. Però quella vittoria ha dato lustro e vigore all’intero gruppo, che ha cominciato a credere nelle possibilità di poter realizzare un grande campionato. L’arrivo di Leo Busca ha rinforzato il team paladino, che adesso si ritrova in nona posizione. Una vittoria garantirebbe alla compagine siciliana di mettersi al sicuro negli scontri diretti con Avellino e proseguire la corsa verso una salvezza più che serena e strizzare l’occhio ai play-off, che non sembrano essere poi un miraggio. Ad Avellino è cambiato tanto da quell’otto ottobre. Sono andati via nell’ordine Pecile che desiderava ritornare in Spagna, Capel a malincuore per i problemi alla schiena, ZanelliVictor. Sono arrivati Lisicky, Zimmerman e Radulovic, ma le cose non sembrano essere cambiate più di tanto. Gli infortuni, ma soprattutto il cattivo gioco offerto, non hanno dato la possibilità agli sportivi locali di vedere trionfare la propria squadra, se non in qualche rara occasione. Poche le vittorie, tante le sconfitte, indecorose diverse prestazione esterne. Le sbandate di Biella, quella di Treviso, il passo falso casalingo con Cantù, l’inspiegabile prestazione di Montegranaro dove il team nella prima frazione di gioco è stato assente ingiustificato, hanno ‘regalato’ il penultimo posto alla Scandone. Fortuna che Livorno, con la quale Avellino ha perso, è partita con due punti di penalizzazione, altrimenti la squadra irpina a questo punto sarebbe ultima in classifica. Anche quest’anno si è destinati a lottare fino all’ultima giornata. Lo scorso anno la squadra guidata da Capobianco chiuse il girone di andata con 6 punti. Sappiamo poi com’è finita. Una retrocessione arrivata all’ultima giornata, grazie alla vittoria di Roseto con l’Upea. Ma nel girone di ritorno, gli uomini dell’attuale coach della Fileni Jesi, riuscirono nell’impresa di fare 14 punti e battere tra lo stupore generale squadre del calibro della Benetton Treviso e dell’Armani Jeans Milano. Alla fine la Scandone arrivò a pari punti proprio con Capo d’Orlando e Roseto e solo la differenza canestri condannò Avellino. Adesso, se si vuole che la storia cambi, bisogno cominciare a mettere fieno in cascina. Il posticipo di domenica sera su Sky sarà l’occasione giusta per dare una svolta a questo campionato e dimostrare che la Scandone c’è e che lotterà fino alla fine per raggiungere la ‘sua’salvezza.(di Giovanni La Rosa)

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