L’addio a Giovanni Pionati, tanta gente per l’ultimo saluto

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Avellino – Grande partecipazione per l’addio a Giovanni Pionati, l’ex primo cittadino di Avellino, maestro, educatore, ma innanzitutto uomo che sarà ricordato per la sua inestimabile cultura che ha saputo negli anni del terremoto affrontare l’emergenza con un’ ineguagliabile tempismo, riuscendo ad avere in solo sette giorni la mappa completa dei senza tetto in città e nel giro di qualche settimane il censimento dei danni. Ma Giovanni Pionati è stato anche il “pungolo” per una città devastata dal terremoto: tante le sollecitazioni e le proposte per non disperdere l’identità di Avellino e la sua radice, ad iniziare dal centro storico spesso irriconoscibile rispetto ai fasti del passato. E’ stato un pomeriggio mesto per i tanti che hanno dato l’ultimo saluto al professore. Un omelia toccante quella celebrata da Monsignor Mario Famiglietti presso il Duomo di Avellino. Una schiera di parenti e amici hanno accompagnato la moglie Maria e i figli visibilmente commossi, al seguito del feretro . All’ultimo appuntamento con Giovanni Pionati hanno voluto rendere omaggio anche alcuni big della politica, ad iniziare da Pier Ferdinando Casini che ha interrotto le vacanze per essere vicino al portavoce nazionale dell’Udc Francesco Pionati, il vice presidente del Csm Nicola Mancino da Ciriaco De Mita, dal sindaco Giuseppe Galasso presente insieme all’assessore Salvatore Biazzo e al gonfalone della città. Non sono passati inosservati Franco D’Ercole, Antonio Gengaro, Angelo D’Amelio, Crescenzo Pratola, Ettore Freda, Nino Musto,Antonio De Fazio, Sergio Nappi, Pino Rosato, Elvira Lenzi e tanti altri, il mondo dell’informazione provinciale, ed in particolare tanta gente e gli amici di sempre. Una perdita notevole per l’Irpinia e per la città capoluogo: questo lo stato d’animo evidenziato nei volti e nei gesti delle persone convenute al Duomo di Avellino. Dalle parole toccanti di un ex alunno, del preside Gesa e del primo cittadino Pino Galasso si è compreso ancor di più la grandezza e lo spessore di Giovanni Pionati. Uomo semplice, un vero gentiluomo, dai principi sani e dal radicamento nella cultura di una città che nonostante gli scempi del passato anche recente, resta ancora nella memoria dei tanti che hanno avuto il privilegio di vivere la vera Avellino. Pionati l’ha saputa interpretare con lo sguardo e il comportamento signorile e con l’acume degli uomini veri che hanno impersonato la cultura come stile di vita e con la nota dei poeti, personaggi rari, ma indispensabili per rendere una città, una provincia ricca di sfumature e delicate appartenenza al passato che non muore mai.( di Rosa Iandiorio)

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