Lacedonia – Pennacchio(Fli): “Ecco di cosa non parlano i candidati”

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Riceviamo e pubblichiamo la lunga nota di Felice Pennacchio, membro del direttivo provinciale Fli, che entra polemicamente nel merito delle prossime elezioni amministrative che si terranno nel comune di Lacedonia:
“Che saltino gli schemi politici in una piccola realtà ci può anche stare, ma sono rimasto basito per il comportamento di taluni che hanno tramato, artatamente, affinché ci fosse questo epilogo. Alcune componenti esterne poi, che militano nel PDL ad Avellino e nel PD a Lacedonia, hanno contribuito ad inquinare il livello del confronto sociale. Chi si definisce “nuovo” dovrebbe dimostrare quale valore aggiunto apporta alla comunità, cioè cosa sa fare per meritare la fiducia e non presentare solo un volto, vestire griffato, ma convincere sulle capacità risolutive e non perché aspira ad un avvicinamento o ad un lavoro. Non ho ricevuto abbastanza sostegno per proporre una nostra compagine civica credibile, poiché chi si propone deve innanzitutto essere rispettoso dei cittadini offrendo loro squadre qualitativamente attrezzate ed all’altezza del compito. Abbiamo quindi accettato di confrontarci su invito sia di uno schieramento che dell’altro, ma così come certe battaglie non vanno combattute per forza altrettanto vale per le candidature. Da una parte l’alternativa non ci ha convinto, dall’altra nessuna volontà di impegni programmatici scritti e nessuna coerenza, tanto che non comprendiamo la presenza nella lista uscente del più acerrimo detrattore dell’amministrazione comunale e di chi ha lavorato all’annientamento politico del sindaco. Occorrerebbe ricondurre il piano della discussione in un’ottica politica. Ai cittadini piacerebbe ad esempio conoscere il pensiero del Presidente della Provincia sull’accordo PDL-UDC poi sfumato, mentre il responsabile provinciale enti locali del PD che sosteneva in un’ intervista che dietro il paravento delle civiche l’avversario da battere sono le destre, lo sa a Lacedonia con chi è alleato? La spaccatura nel PD si è ricomposta? Il partito è stato commissariato o sono tutti di nuovo uniti e felici? E’una campagna elettorale in tono minore dove vige una sorta di non belligeranza ed i problemi veri non sono affrontati. Chi si impegna ad azzerare tutto nella gestione della ricostruzione, uffici compresi, puntando su criteri partecipativi? Sul punto il vicesindaco in carica non ha mai reso coerente la sua azione istituzionale con quanto asserito in pubblico e in privato. Dichiararsi indipendente non significa neutralità: egli è di parte e condivide equamente con il suo sindaco meriti e demeriti, non essendosi mai dissociato ufficialmente da nessuna scelta. Perché non vengono resi pubblici quanti progetti eolici insisteranno sul territorio comunale, e chi vorrà anticipare alla cittadinanza la posizione sui pareri che l’Ente dovrà rendere in sede di Conferenza di Servizi nelle prossime settimane? Ma i colloqui di lavoro per le assunzioni non dovrebbero essere prerogativa degli imprenditori assegnatari? Non si è dato seguito ad un finanziamento sul PIP artigianale per circa 900.000 euro con contributo regionale perché, pare, non vi è sufficiente capienza per altri mutui; alquanto insolito per una amministrazione che presenta un avanzo di quasi 600.000 euro. Eppure, tale avanzo non lo si è scoperto solo a consuntivo, ma c’è stato il riequilibrio e l’assestamento per una riprogrammazione finanziaria nel corso della gestione onde individuarne la parte strutturale di entrata e la ripetibilità nel tempo. E’ ipotizzabile tanto una rinegoziazione tanto un accorpamento di fondi residui per liberare risorse da destinare a nuovi investimenti, riducendo l’incidenza degli oneri passivi. Ci sono decine di mutui in corso accesi negli anni ottanta e novanta e nel 1997 come assessore al bilancio ripianai circa tre miliardi di lire di vecchi debiti con l’Ente sull’orlo del dissesto. Però, andrebbe fatta anche una analisi sulla qualità, ossia sull’utilità di certi investimenti negli ultimi dieci anni, quando la capacità di indebitamento è stata saturata con opere pubbliche non proprio prioritarie: un po’ come una famiglia che fa un mutuo per acquistare un bene voluttuoso e poi non può prestare le dovute garanzie per l’abitazione. Perciò, alla luce di quanto analizzato, gli amici cittadini avranno compreso le ragioni per cui le nostre idee e la nostra impostazione avrebbero cozzato con un certo modo di interpretare il bene comune, la legalità, la trasparenza, l’interesse generale. Comunque, vigileremo. Felice Pennacchio – F.L.I. Lacedonia”.

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