AVELLINO- “Vedere la dignità e l’umanità che esce da queste situazioni, mi colpisce sempre. E’ sorprendente quanta umanità e dignità provenga dalla persone che la grande finanza scarta e considera semplicemente merce da usare. E’ la dimostrazione che i grandi possono decidere quello che vogliono ma saranno i miti, i piccoli a costruire il mondo”. L’abbraccio della comunità avellinese, in particolare della chiesa di Valle, ha commosso il Patriarcato di Gerusalemme, tanto che nel pomeriggio il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha voluto ricambiare con una visita breve ma piena di significato e di gratitudine, quella vicinanza testimoniata dalla comunità di Valle e da Don Marcello Cannavale. Ad accoglierlo oggi pomeriggio erano in tanti, insieme a Don Marcello e Don Mario c’era anche il vescovo Arturo Aiello. “Sono sempre molto colpito dalla vicinanza e solidarietà di tutti: giovani, anziani, bambini, che non riescono a rimanere indifferenti al dramma, a quello che sta accadendo in forme diverse in Terra Santa- ha spiegato il cardinale- Gaza è diventata l’emblema, dolorosissimo della tragedia che coinvolge la Terra Santa”. Quando gli si chiede come proceda la situazione dal punto di vista degli accordi e della pace, il cardinale Pizzaballa non ha dubbi “Dal punto di vista politica il processo non è mai cominciato ed è difficile immaginare nuove prospettive politiche senza nuovi volti. E’ difficile prevedere, con il dovuto rispetto per le persone, che Netanyahu e Abu Mazen saranno quelli che potranno immagjnare un futuro diverso per la Terra Santa “. Ribadisce una posizione più volte espressa anche riguardo al Board on Peace , il progetto voluto da Trump per Gaza: “Non si può decidere per i Palestinesi senza i Palestinesi”.
Sulle polemiche legate a Francesca Albanese, sottolinea come “Si tratta di una figura molto controversa e anche molto coraggiosa da un certo lato. E’ stata capace di far alzare l’attenzione sul dramma di Gaza, suscitando polemiche ora in maniera opportuna, ora in maniera inopportuna, come dice anche il Vangelo. Mi auguro che queste polemiche, più o meno strumentali non facciano dimenticare il dramma dei palestinesi”. E sull’improvviso perdita di interesse da parte dell’opinione pubblica nei confronti di Gaza “Siamo una generazione in cui tutto viene consumato velocemente, il dramma di Gaza richiede tempi e valutazioni che la velocità non riesce a rendere, non c’è più l’emergenza bombardamenti ma c’è bisogno di mantenere viva l’attenzione per la ricostruzione del tessuto civile e politico”.
