I calciatori del Treviso saltano la cena natalizia. A darne notizia è La Tribuna, noto quotidiano locale. La decisione è stata presa a causa degli stipendi non corrisposti ai tesserati.
TREVISO- Manca una partita e poi questo 2008 del Treviso andrà in archivio. Un anno tribolato, difficile, pieno di problemi. Poche soddisfazioni, grossi rospi da ingoiare un po’ per tutti, tanto che i giocatori hanno preferito far annullare la cena di Natale (prevista stasera). Sabato contro l’Avellino si giocherà una gara decisiva per la situazione di classifica, che vede i ragazzi di Luca Gotti lottare nei bassifondi della B, e non si vogliono distrazioni di sorta. Si chiuderà un’altra settimana difficile nella quale però, come ogni favola di Natale che si rispetti, potrebbe esserci una magica sorpresa, magari fatta di punti e posizioni scalate. Questo grazie agli eventuali punti restituiti dall’Arbitrato del Coni (domani) e appunto a quelli da prendere all’Avellino nell’ultimo match dell’anno. La settimana comunque si è aperta con un’altra tegola: l’operazione al menisco sinistro cui si dovrà sottoporre oggi pomeriggio ad Abano Alessandro Dal Canto. Per lui 3-4 settimane di stop. Da festeggiare quindi c’è ben poco: la classifica dice che i biancocelesti sono ultimi con 15 punti, al pari di Modena e Ascoli, e pesano da matti quei 4 punti di penalizzazione arrivati per la condanna (3 punti) per la violazione della clausola compromissoria nell’ormai famoso «caso Lanciano» a cui si è sommato un punto per il ritardato pagamento dell’Iva dell’iscrizione. Un «annus horribilis» in cui, dopo la risicata salvezza ottenuta da Bepi Pilloned il divorzio con il tecnico di Preganziol, si è registrata anche la tragica scomparsa del giovane calciatore Gionata Mingozzi in una mattina di luglio, in un incidente stradale sulla Romea. Sicuramente anche per questo non c’è molta voglia di fare festa, nell’ambiente biancoceleste. Ma pesa soprattutto il disagio per una situazione societaria che definire precaria è un eufemismo. C’è un continuo rincorrersi di voci e di notizie sulle varie adempienze economiche che il club del presidente Ettore Setten fatica ad onorare. Nonostante le presunte trattative, finora rivelatesi sempre dei flop, per portare nuovi soci e quindi nuovi capitali. Insomma, con l’avvicinarsi del 31 dicembre la situazione economica torna ad essere delicatissima e i giocatori, che finora non hanno mai lesinato il loro impegno «sul campo», hanno cominciato a storcere il naso perlomeno «fuori campo». E in questo scenario poco rassicurante questa sera è stata annullato il previsto tradizionale appuntamento della cena natalizia a Villa Braida di Mogliano. La squadra ha chiesto, e ottenuto dalla società, che questa serata non avesse luogo. Un gesto condivisibile, spiegato dalla società con sibillini «contrattempi» e da Riccardo Gissi, il vice capitano, con una sola frase: “Vogliamo pensare solo alla partita di sabato”. Nulla da festeggiare e soldi da risparmiare. Ma dietro si cela un grande malumore, per cui la stessa frase potrebbe suonare più o meno così: noi pensiamo a giocare e a vincere, ma voi pensate a pagarci gli stipendi. E la festa di Natale per quest’anno facciamocela ognuno per conto suo.
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