Ansia, stress ma anche malattie psicosomatiche come cefalee e tachicardia, fino alla difficoltà ad addormentarsi. La rissa in tv fa ammalare gli italiani. Dibattiti e talk show che degenerano in liti mediatiche non solo scrivono pagine di cattiva televisione, ma finiscono per provocare vere e proprie malattie. Lo studio, promosso dall’Associazione ”Donne e Qualità della Vita” su un campione di 700 individui di età compresa tra i 40 e 65 anni, lancia un allarme da non sottovalutare: la politica in televisione alza troppo i toni pur di conquistare il consenso degli elettori, con il risultato opposto di spaventare il telespettatore, generando finanche lievi forme di patologie. Al primo posto dei disturbi più diffusi ci sono le cefalee. Sono sempre più gli italiani (33%) che dichiarano, infatti, di soffrire di mal di testa dopo aver assistito ad un confronto tra politici in tv. Urla, parolacce, sovrapposizione delle voci e offese generano confusione e agitazione, con conseguente stress per il telespettatore. Dibattiti troppo accesi e violenti finiscono, inoltre, per favorire l’insonnia, con una parte del campione (25%) che dichiara di avere sempre maggiori difficoltà ad addormentarsi dopo un confronto tv particolarmente accesso, specialmente nei programmi di seconda serata. Tra i disturbi segnalati dalle persone intervistate anche tachicardia (16%), ansia (13%), nervosismo (9%) e finanche gastriti (2%). Ma quali sono i personaggi che più di altri riescono ad influenzare lo stato d’animo e la salute dei telespettatori? I politici svettano in testa alla classifica, come dimostra la particolare lista dei politici più pacati e dei più agitati. Per il 38% degli intervistati non ci sono dubbi e al primo posto dei “tranquilli” figura il Ministro dell’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che utilizza l’ironia come arma per colpire l’avversario, più che le offese o la voce grossa. Al secondo posto, per il 22% del campione, si piazza Piero Fassino, sempre estremamente pacato nell’argomentare le sue tesi. Il 16% delle persone interpellate colloca sul gradino più basso del podio l’algido Giulio Tremonti che, con i toni da accademico, conserva aplomb e stile sempre misurato nei talk tv. Seguono Pierferdinando Casini (12%), sempre estremamente composto e Walter Veltroni (7%), abile comunicatore, stile bonario e toni mai sopra le righe. In testa alla classifica dei politici più agitati svetta, invece, per il 31% degli intervistati la pasionaria del Pdl Daniela Santanchè, regina della rissa televisiva intesa come veicolo di comunicazione e confronto politico. A seguire ancora una donna, Alessandra Mussolini (28%), che più volte si è distinta per una spiccata vis polemica. Al terzo e quarto posto Vittorio Sgarbi (12%) e Ignazio La Russa (8%), entrambi protagonisti di una lunga carrellata di memorabili scontri televisivi. Chiude Antonio Di Pietro (6%), grande provocatore che utilizza un linguaggio sempre molto diretto e aggressivo, suscitando spesso animate e vivaci discussioni. Secondo lo studio sono le donne over 50 le principali “vittime” della sindrome da rissa in tv. Le stesse donne che rappresentano lo zoccolo duro di molti talk televisivi come Matrix (pubblico medio donna tra i 35 e i 64 anni, per lo più da Lombardia, Veneto, Lazio e Campania), Porta a Porta (raccoglie attenzione dai 45 anni in poi. Seguito per lo più nei piccoli centri urbani, sono Lombardia, Lazio, Veneto e Sicilia a portare più ascolti), Uno Mattina oppure Omnibus. Nella segmentazione degli ascolti tv gli uomini, invece, preferiscono Ballarò (molto seguito dal pubblico over 55 specie al centro e al nord) oppure AnnoZero (età 45-65 anni).
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