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Ne discuteranno, con l’autore, l’europarlamentare Andrea Cozzolino, il deputato Luigi Famiglietti, il consigliere regionale Gianfranco Valiante, i segretari del Pd di Avellino e Salerno Carmine De Blasio e Nicola Landolfi, il componente della segreteria nazionale dei Giovani Democratici Michele Grimaldi e il consigliere nazionale degli Studenti Universitari Antonio Santoro. Insieme a loro tanti esponenti, amministratori, iscritti e semplici simpatizzanti del Partito Democratico. Sarà anche l’occasione per porre al centro dell’attenzione il tema del ruolo delle giovani generazioni nel Partito Democratico.
“Abbiamo voluto un parterre così ampio e ci auguriamo sia ulteriormente arricchito dalla presenza in sala e dal contributo anche di cittadini delle più diverse e articolate estrazioni politiche e culturali – spiega in ujna nota il circolo territoriale del Pd – in primo luogo da parte di chi alle ultime elezioni ha deciso di votare e sostenere il Movimento 5 Stelle – proprio perché attraverso il lavoro e lo sforzo di elaborazione intellettuale che Domenico De Santis – un giovane dirigente democratico pugliese poco più che trentenne – ha voluto condividere in questo libro, vogliamo tutti assieme affrontare un tema di cui nell’ultimo anno è stato davvero complicato anche solo parlare: la disaffezione di tanti cittadini verso i partiti tradizionali del centrosinistra, in primo luogo il Partito Democratico, e la conseguente adesione e il voto al Movimento 5 Stelle da cui ne è scaturito il risultato enorme per il M5S e deludente per il Pd alle ultime elezioni politiche di febbraio.
Parlarne non vuol dire demonizzare le scelte di nessuno. Al contrario è un modo per capire i limiti e gli errori della nostra storia recente e fare, come è giusto, autocritica laddove va fatta, senza cedere alla tentazioni di polemiche strumentali o farsi trascinare nell’arena di polemiche sterili e di linguaggi aggressivi e demagogici che non appartengono alla storia, all’identità e alla strategia del Partito Democratico.
Ascoltare la base “grillina”, come ha fatto Domenico, è doveroso. Inseguirla signi?ca farsi risucchiare non dalle loro domande ma dalle loro risposte. Però dalle une e dalle altre ormai non si può prescindere’, scrive il giornalista Peppino Caldarola nella prefazione all’instant book di De Santis. E noi ci sentiamo di condividere fino in fondo quest’analisi.
Con le domande e le risposte del grillismo bisogna confrontarsi, senza esserne però né succubi, né prevenuti. Evitare, quindi, l’errore commesso a suo tempo con il leghismo, quando si pensò che strizzare l’occhio alle sue battaglie e fare della “questione settentrionale” la priorità dell’agenda di governo anche del centrosinistra fosse la soluzione. Si è rivelato un grave errore. Allo stesso modo, bisogna evitare quello che è avvenuto negli ultimi mesi quando si è voluto repentinamente passare al governo di larghe intese con Berlusconi dopo il finto e improbabile tentativo di collaborazionismo proprio col Movimento 5 Stelle espresso nelle prime ore a caldo dopo il voto e conclusosi con l’incontro-farsa visto in web streaming tra Bersani e la Lombardi. Dobbiamo essere in grado di proporre un’altra strada. “Ho voluto invece interrogarmi e interrogare le persone che hanno scelto la “non politica”, cercare di capire perché hanno scelto Grillo. Di certo nessuno ha la risposta in tasca e tantomeno ho la presunzione di trovarla io”, ammette candidamente Domenico De Santis nella sua introduzione”.