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La sferzata di Giuditta: “Occorre un nuovo progetto politico”

Con le ultime elezioni governative gli elettori hanno dato il via alla configurazione di un quadro politico nuovo, uno scenario che sembra dirigersi nella direzione di un netto bipolarismo. Gli elettori hanno chiamato e i politici, ognuno a loro modo, rispondono. Come Pasquale Giuditta, fondatore del nuovo movimento politico “Popolari per il Pdl”, che interrogato sulle prospettive politiche recentemente delineatesi, sottolinea la necessità e l’obbligatorietà di questa scelta: “Quella che gli elettori ci hanno inviato e hanno ottenuto è la richiesta di ammodernamento della democrazia. Le elezioni di quest’anno hanno rappresentato un importantissimo passo in avanti per il nostro Paese, spinto nella direzione di una maggiore governabilità. Il Pdl rappresenta una nuova realtà: la sua coesione scongiura il rischio di scontri intestini, fattore che invece, nella passata legislatura (in un troppo eterogeneo Governo che spaziava da Rifondazione Comunista all’Udeur) ha causato ciò che tutti sappiamo. Il nuovo panorama politico, configuratosi con le ultime elezioni governative, è manifestamente improntato ad un bipolarismo. Un bipolarismo che considero però ancora acerbo, che ha bisogno di maturare e a tal fine di essere aiutato. È questo il motivo della scelta di fondare un movimento politico che vada a rappresentare la corrente moderata centrista ma che si inserisca all’interno del Pdl e che non si profili quindi come l’ennesimo piccolo partito. La mia scelta è stata quasi obbligata. E’ una decisione che si muove nella direzione di un supporto e di un rafforzamento del Pdl, un sostegno che però non va inquadrato solo come aiuto in termini di voti da apportare ma soprattutto dal punto di vista di una maggiore rappresentanza della frangia dei moderati. In questo nuovo quadro politico non c’è più spazio per chi non sceglie a chi appartenere, è finita l’epoca del multipartitismo, dei piccoli partiti che, come abbiamo avuto modo di constatare, non hanno più fortuna. Ogni forza politica deve necessariamente confluire in una di queste grandi realtà che sono il Pdl e il Pd. Il nostro movimento guarda al Pdl perché, a differenza del Pd, guarda anche al centro mentre il Pd sembra guardare sempre più a sinistra, non intercettando quindi l’area più moderata”. Una scelta forzata quindi, quasi fisiologica, la strada che Giuditta si accinge a percorrere. “Un percorso che dovrebbero intraprendere tutti, per il bene della nazione, a garanzia di una maggiore governabilità”. Inerentemente alle elezioni provinciali, previste per la prossima primavera Giuditta lancia un monito: “Non bisogna avere la presunzione di credere che quello che funziona a livello nazionale sia adatto anche a livello provinciale. Il dato elettorale nazionale non può essere trasferito né sul piano provinciale né su quello regionale. Sarebbe un grave errore che condurrebbe anticipatamente alla disfatta. Per il momento nessuno può annunciarsi già vincente, né Pd né Pdl. La prossima sfida, in Provincia come in Regione, la vincerà chi sarà capace di presentare un progetto politico, chi assicurerà una reale rottura con gli schemi precedenti. E io non ho ancora individuato nessun portatore di idee innovative che garantiscano un completo distacco dal vecchio modo di intendere e fare politica e un nuovo approccio ai problemi reali della società”. Un progetto che ha come parole chiave rottura e innovazione. “Bisogna rompere anzitutto con chi pensa che per ottenere consenso elettorale bisogna passare per la strada della spesa pubblica. Mi riferisco più specificamente ai finanziamenti Por che sono stati uno strumento nelle mani del governo regionale volto a procacciare voti e consensi. Ma l’amministrazione Bassolino ha saltato un passaggio fondamentale. Per ottenere in maniera leale il consenso degli elettori attraverso la concessione di finanziamenti, bisogna prima passare per una tappa intermedia fondamentale: il riscontro dell’effettiva utilità dei fondi stanziati, nella capacità cioè di garantire e promuovere lo sviluppo del territorio.” In merito invece alle Elezioni Provinciali 2009, Giuditta si manifesta compiacente nei confronti del senatore Sibilia, proposto recentemente alla candidatura a Presidente della Provincia dal Commissario Milanese, perché sarebbe “colui che meglio interpreta il centrodestra, insieme a Rotondi. Ma nel centrodestra della nostra provincia vedo ancora confusione. Bisogna intercettare quegli amministratori che hanno già dimostrato di saper ben governare e che abbiano raggiunto obiettivi tangibili e concreti. E bisogna individuare un progetto, perché per il momento vedo solo candidati, con in mano poche idee. E questo il centrodestra lo può fare, sono 30 anni che nella provincia di Avellino non va al Governo, per cui potrebbe salire a Palazzo Caracciolo privo di condizionamenti o di eredità compromettenti. Colgo l’occasione per fare un appello ai futuri amministratori o aspiranti tali: bisogna virare verso temi quali l’ambiente, la vivibilità del territorio, lo sviluppo sostenibile e un uso intelligente delle risorse che non compromettano le esistenze delle generazioni a venire. Puntare sulle eccellenze della nostra provincia, che sono tante e troppo svilite”. (di Oderica Lusi)

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