
Atripalda – “De Mita esce dal Parlamento dopo quasi mezzo secolo, senza rimpianti (pare), ma con qualche scampolo di delirio (l’Irpinia c’est moi). Pronto a ricominciare, ostinato fino all’autolesionismo e, tuttavia, sempre meglio dei pallidi epigoni di famiglia e dei cortigiani, in precipitoso disarmo”. Così parte l’analisi del dato elettorale di Raffaele La Sala, consigliere comunale ad Atripalda, che si chiede: “Cosa accadrà in Irpinia? Mentre alcuni aspettano sempre meno probabili rese dei conti – avverte – sia consentito di ritenere che, per evidenti ragioni tattiche, non accadrà, almeno nell’immediato, un bel nulla. Rassegnata al vecchio capo l’estrema ed inutile prova di lealtà, tutti si sentono finalmente più liberi di scegliere il proprio destino. Magari anche sulla base di più concrete e plausibili convenienze politiche (e non solo), più che su un tardivo e raffazzonato progetto centrista, utile solo ai De Mita”. E ancora: “Quali gli scenari possibili ora per l’Udc, che ha provato irresponsabilmente a gonfiarsi, in Irpinia, come la incauta ranocchia della favolistica antica? Mentre inevitabilmente la Campania si prepara, tra sei mesi o un anno, a voltar pagina, archiviando l’infausto duopolio Bassolino – De Mita – prosegue – è lecito attendersi che un nuovo prevedibile riposizionamento di singoli e gruppi, restituisca una immagine più veritiera del quadro politico, a partire dalla amministrazione Provinciale e dalla città di Avellino. Il Popolo della Libertà, in questa circostanza storica, si dimostri all’altezza della sua nuova responsabilità e si faccia interprete di una diffusa volontà di cambiamento dei metodi e delle prassi politiche, si radichi tra la gente,con progetti ed offra risposte. Ed ora – aggiunge La Sala – nel mutamento che investe anche importanti amministrazioni locali (Bagnoli, Monteforte, Sant’Angelo dei Lombardi, dove si consuma il tracollo politico di Mario Sena, sconfitto anche dalle sue incertezze e dalle sue paure) che accadrà ad Atripalda? Dopo aver dilapidato in pochi mesi un patrimonio di consenso per conclamata insufficienza, l’amministrazione Laurenzano registra di essere ‘minoranza’ nel paese e, mentre si consola con un senatore (di opposizione), perde subito alcuni potenti riferimenti regionali. Insomma, si manifestano tutti i limiti di un’amministrazione per caso che, prima o poi (e lo voglia o no) dovrà prendere atto della sua inconsistenza.