La Repubblica svela il piano operativo di Fiat: pronti 5mila esuberi

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Avellino – Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’, il piano industriale che Sergio Marchionne, ad di Fiat, dovrebbe presentare il 21 aprile – oltre a chiudere lo stabilimento siciliano di Termini Imerese – dimezzerebbe il personale a Mirafiori, non garantirebbe nessuna sopravvivenza per gli stabilimenti che producono motori di Pratola Serra e Termoli e ridurrebbe il personale di Pomigliano d’Arco. In tutto si parla di 5mila tagli.
Dovesse trovare conferma l’indiscrezione, il giorno della presentazione del piano industriale potrebbe rappresentare uno dei momenti più drammatici della storia della Fiat.

MIRAFIORI – Nel particolare, svela Repubblica, oltre la cancellazione del presidio industriale in Sicilia verrà di fatto dimezzata Mirafiori. Lo stabilimento torinese non assemblerà più una buona parte delle vetture ma solo una: la Mito. Nei piani del Lingotto poi verrà affidata a Mirafiori una seconda macchina, si parla di una grossa monovolume in grado di ospitare fino a sette persone. Con solo due produzioni verrà dimezzato il personale. Dai 5mila operai impiegati al montaggio finale ne resteranno solo la metà.

CASSINO – Anche a Cassino Fiat prevede un ridimensionamento di 500 unità. Qui già vige un accordo sindacale che incentiva il prepensionamento. Lo stabilimenti di Cassino si vede confermare una missione produttiva di rilievo.

TERMOLI – Futuro incerto anche per lo stabilimento molisano di Termoli. Nonostante i successi aziendali sulle auto di piccola cilindrata Fiat vorrebbe affidare la produzione di questi a Bielsko Biala, in Polonia. Al Lingotto converrebbe avere quindi produzione di motori e vetture vicine nel paese dove lo stipendio medio è il secondo più basso d’Europa.

PRATOLA SERRA E CAMPANIA – Non vale lo stesso discorso per Pomigliano d’Arco. Qui l’investimento del Lingotto conterebbe 750 milioni di euro per impiantare due linea dedicata alla Panda. Lo stabilimento campano prima produceva auto di grossa cilindrata come la 157 e la 159.

Dall’autunno del 2011 Fiat conta di produrre in Campania qualcosa come 250 mila auto l’anno. Ma garanzie non ve ne sono su quanto questa auto abbia ancora mercato dopo sette anni di successo e una vasta disponibilità nell’usato. L’Alfa Romeo toglierà definitivamente ogni produzione da Pomigliano e ne risentirà molto l’indotto che si era calibrato sulla produzione di macchine di grossa cilindrata. Difficile immaginare che verranno confermati tutti i 5100 dipendenti. Anche qui i sindacati temono tagli di personale.

Nessuna garanzia, infine, per Pratola Serra. La richiesta di motori di cilindrata medio alta è andata scemando e Fiat non ha idee per lo stabilimento in provincia di Avellino. Anche qui, senza l’arrivo di nuovi motori la situazione può diventare drammatica: i circa 2mila operai sarebbero in grado di produrne 5 o 600mila ma quest’anno si sono dovuti fermare a poco più di centomila. Troppo pochi anche in questo caso.

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