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La rabbia di Pellicori: “Avellino scusami se non ti ho salvato”

Purtroppo le sue reti non sono servite a mettere la barca in salvo. I suoi gol non sono stati sufficienti ad interrompere la maledizione della B. Alessandro Pellicori, bomber della formazione biancoverde, tra i pochi a lottare nella disastrosa salvezza dei lupi, chiede scusa alla piazza. E’ uno dei pochi a meritare l’applauso della gente, uno di quelli che hanno sempre e comunque onorato la maglia e pertanto stenta ancora a crederci: “Purtroppo è andata male. Dobbiamo scusarci con la città, con i tifosi e con la società che ha creduto in questo gruppo. Sono rammaricato e mortificato per questo finale”. Ritornato tra lo scetticismo di tanti, il centravanti cosentino è riuscito a prendere per mano la squadra: 17 reti le sue, ad una giornata dal termine, gol che gli sono serviti ad eguagliare il record del suo predecessore Danilevicus. Ma che, come quelle del lituano e di Kutuzov e Luiso in precedenza, non hanno evitato un ascensore che ormai dura da tredici lunghi anni. “Sono contento a livello personale e non potrebbe essere altrimenti. Ho fatto il massimo per regalare questa gioia ad Avellino. Mi sarebbe piaciuto tantissimo conquistare qualcosa di importante con questa maglia.-afferma il 26enne calabrese-Ero tornato con tanto entusiasmo e per tenermi stretta questa categoria, già toltami nella mia prima esperienza qui. Quando mi si è presentata l’occasione di tornare ho accettato al volo per una rivincita verso chi non mi aveva permesso di festeggiare la promozione quell’anno”. Secondo il centravanti irpino, nonostante il campo abbia detto il contrario, tutti hanno fatto il proprio dovere: “Non ho dubbi su questo, sono convinto che tutti i miei compagni, nessuno escluso, non si sono mai arresi. Comunque lascio il beneficio del dubbio, perché se il torneo è finito con la retrocessione qualcosa che non è andato… c’è. Andava fatto sicuramente di più per raggiungere il traguardo, ma sono anche consapevole che nessuno avrebbe mai voluto tale epilogo”. Una stagione che di sicuro poteva chiudersi diversamente, poteva essere un finale di festa invece c’è stato l’ennesimo crack, l’ennesima delusione per un popolo, quello irpino, stanco di un saliscendi che ha caratterizzato le ultime avventure nella seconda serie nazionale: “Nel momento della svolta non siamo mai riusciti a fare lo scatto decisivo, non c’è stato il cambio di passo. Non so darmi una spiegazione, nei momenti cruciali sembravamo bloccati. È una cosa che non capirò mai, visto che durante il nostro tormentato cammino siamo stati capaci di fare cose veramente egregie con avversari quotati come Pisa e Rimini”. L’ex piacentino si sofferma sull’aspetto mentale: “Penso che sia fondamentale, anzi determinante. I nervi a volte contano più delle capacità tecniche. Nei momenti di maggiore tranquillità, quando non dovevamo approdare sull’ultima spiaggia non abbiamo mai fallito”. Un torneo ‘funesto’ sin dall’inizio che secondo l’ariete irpino con qualche problema in meno, poteva riservare sorprese piacevoli: “Questo campionato è iniziato sotto la cattiva stella, un allenatore che ci ha abbandonato qualche giorno prima dell’avvio, un calendario difficile nelle prime giornate. Una rosa totalmente cambiata. Credo che se fossimo arrivati tutti insieme, se avessimo lavorato in gruppo sin dall’inizio, oggi avremmo parlato di qualcosa di diverso perché nei fatti la qualità non manca”. Cosa farà Pellicori da grande? “Speravo di conservare la B e rimanere qui. Mi spiace non poter decidere cosa fare del mio futuro. Visto che sono a metà tra l’Avellino ed il Cesena”. Campionato mediocre? “Non credo. Anzi. Visto che non c’erano gli squadroni della precedente stagione, tutti aspiravano a fare qualcosa di buono”. Parla della vicenda Treviso che potrebbe rimettere i lupi in gioco: “Dobbiamo vincere con il Brescia per conservare la quartultima piazza per un eventuale ripescaggio”. Finale di stagione regolare? “Secondo me no. La mancata disputa di Treviso-Grosseto nella prima gara ha condizionato non poco quest’ultima fase”. Pronto a mettere ancora il suo timbro al Partenio, il futuro di ‘Pelligol’ potrebbe essere in serie A. Destinazione Atalanta.
(di Sabino Giannattasio)

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