La Provincia alla Fma: dignità e orgoglio per il diritto al lavoro

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Pratola Serra – Dal tempio della politica ai cancelli della Fma. Il consiglio provinciale, chiusa l’assemblea al Samantha della Porta, si è trasferito in blocco a Pianodardine.
“La polizia se ne deve andare. Siamo sotto l’acqua da una settimana e abbiamo una dignità da difendere”. Il presidente della Provincia Cosimo Sibilia si è trovato al cospetto del dramma che oggi lo ha investito in tutta la sua evidenza. Circondato da operai che bramano giustizia il numero uno di Palazzo Caracciolo ha fornito la prima prova dell’impegno assunto: “Ho parlato con il Prefetto e il Questore. Mi hanno assicurato che non più di 10 unità presiederanno i cancelli di questa azienda”.
La buona volontà c’è tutta e gli operai ne hanno preso atto. Ma oramai non credono più a nulla nel mondo di disincanto e precarietà in cui sono costretti non a vivere ma a sopravvivere. “Quando andrete via da qui, torneranno. Non ce l’abbiamo con i poliziotti ma duecento sono davvero troppi”. Hanno perso speranza, fiducia le tute blu della Fma ma hanno mantenuto intatto il rispetto per l’istituzione. Non hanno messo in dubbio le parole di Sibilia ma capiscono, probabilmente, che non si può contravvenire ad un ordine calato dall’alto. Lo stesso presidente è apparso provato e partecipe del dramma che attraversa il popolo, quella gente che poco più di sei mesi fa ha riposto in lui i sogni e le speranze di un futuro migliore. “So che ci sono state delle incomprensioni – ha affermato – finora non sono venuto tra voi perché non è mia intenzione fare ‘passerelle’. Io ho preferito lavorare ad una soluzione e l’incontro di venerdì è un primo passo in avanti. Ma se incomprensioni ci sono state allora mettiamole da parte e restiamo uniti”. Lo hanno ascoltato e Sibilia ha ricambiato con tutta la sua attenzione e con una sentita partecipazione. E forse, a dispetto di ogni convenzione, davanti a quei cancelli l’Irpinia si è sentita unita per la prima volta mostrando in ogni volto – da quello istituzionale a quello operaio – i segni di una debolezza congenita ma di una risolutezza chiamata dignità. E se il lavoro è un diritto, l’orgoglio dell’Irpinia è la risposta a chi quel diritto lo sta negando.

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