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La missione della delegazione ucraina, organizzata in collaborazione con l’associazione ‘Ariete Onlus’, presieduta da Anna Torre, ha lo scopo di approfondire il tema dell’infanzia abbandonata. Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione degli standard europei della vita di orfani di famiglia, sta infatti promuovendo una indagine conoscitiva sulle diverse realtà regionali in materia.
I rappresentanti dell’Ucraina hanno chiesto un incontro con la Presidente Lonardo anche a seguito della presentazione dello spot televisivo “Non spegnere la luce”, promosso dalla Commissione regionale Pari Opportunità e dalla Consulta regionale femminile per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei minori, che ha suscitato notevole interesse, tanto che la delegazione ucraina si farà promotrice della sua divulgazione nel proprio Paese. “In Ucraina ci sono 97 mila bambini in stato di abbandono – ha reso noto la responsabile del Ministero degli Affari Generali della Famiglia Lidya Leontyeva – molti dei quali non hanno una casa né altro punto di riferimento.
Si tratta di una vera emergenza sociale per far fronte alla quale chiediamo all’Italia la disponibilità di dare una speranza di adozione a questi bambini”. A tal proposito, la Presidente Lonardo ha evidenziato che “anche le Regioni, attraverso le associazioni più attive nel settore, devono impegnarsi a fondo per svolgere un ruolo di promozione finalizzato a favorire le adozioni soprattutto di bambini provenienti da Paesi dove si registrano percentuali di abbandono tanto drammatiche”. “Il triste fenomeno dell’infanzia abbandonata – ha proseguito – è sicuramente di rilevanza mondiale, ma in Ucraina ha dimensioni preoccupanti. Ben vengano, dunque, occasioni di confronto e possibilità di concreta collaborazione tra Regioni e Istituzioni nazionali. In Italia, le Regioni hanno acquisito competenze specifiche sul fronte delle Politiche sociali – ha spiegato la Presidente Lonardo – infatti la legge n. 476 del 1998 ha affidato alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano”. “Per quanto attiene il problema delle adozioni – ha aggiunto la Presidente Lonardo – è noto che la Commissione per le adozioni internazionali (Cai), autorità centrale italiana istituita a tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive, nell’ultima relazione sulle autorizzazioni rilasciate nei primi sei mesi del 2005, si sofferma sul calo delle adozioni (meno 20% rispetto allo stesso periodo del 2004) ed afferma che “sta cercando di favorire le adozioni” dai Paesi finora in gran parte trascurati dalle coppie italiane. Fra questi, appunto, i paesi asiatici e quelli dell’America Latina, dove – sempre secondo quanto sostiene la Cai – i minori in stato di abbandono sono purtroppo ancora molti.
La Cai ribadisce le difficoltà sorte in alcuni paesi dell’Europa dell’Est. In Russia, storicamente la nazione di provenienza con il maggior numero di minori adottati, le adozioni sono state per lungo tempo bloccate e in Romania è entrata in vigore nel gennaio 2005 una legge che vieta le adozioni internazionali, fatta eccezione per quelle di parenti rumeni residenti all’estero. In Bielorussia è in atto un congelamento delle procedure di adozione internazionale: il Governo vuole risolvere l’annoso problema dell’infanzia abbandonata attraverso il potenziamento di case-famiglia (ciò ha prodotto l’assenza di autorizzazioni da questo paese nell’ultimo semestre). In Ucraina si registra un rallentamento delle procedure di adozione. Dall’entrata in vigore della nuova normativa sulle adozioni internazionali (novembre 2000), sono state 9.845 le coppie che hanno chiesto l’entrata in Italia di bambini stranieri. Complessivamente sono stati adottati 11.824 bambini. Il maggior numero di autorizzazioni riguarda coppie della Lombardia (19,8%), del Veneto (10,9%), del Lazio (8,8%), della Toscana (8,6%). Nel 2005, la Russia, nonostante le difficoltà operative, continua ad essere paese leader: da lì sono arrivati 321 bambini. Segue l’Ucraina con 211, la Polonia con 96, la Colombia con 94, il Brasile con 93, l’Etiopia con 85 e l’India con 81”. Infine, La Presidente Lonardo ha ricordato che “il Consiglio regionale della Campania ha approvato di recente la legge che ha istituito il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e ha dato vita, attraverso la Consulta regionale femminile, e la Commissione Pari Opportunità ad una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei neonati. In questa direzione, la VI Commissione consiliare permanente, presieduta dalla Consigliera Luisa Bossa, sta esaminando un disegno di legge che ridisegnerà l’intero welfare regionale con interventi di sostegno alle responsabilità delle famiglie e per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso politiche abitative e di promozione della natalità, dell’affidamento e dell’adozione”.