La Polstrada arresta tre maghe del borseggio negli Autogrill

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Si è conclusa con l’arresto di tre donne residenti a Eboli l’operazione portata a termine dagli uomini della Polstrada di Fano, Urbino e Grottaminarda contro il fenomeno dei borseggi e dei furti nelle stazioni Autogrill della rete autostradale italiana. Ieri l’esecuzione dei tre provvedimenti, emessi dal Gip di Pesaro, a carico delle tre donne – P. R. di 49 anni (custodia cautelare in carcere), P. A. di 34 anni (domiciliari) e M. V. di 26 anni (domiciliari) – ritenute responsabili di aver messo in piedi un giro di borseggi e furti negli Autogrill di varie regioni d’Italia.

I fatti. Il risultato è stato raggiunto dopo un lungo e laborioso lavoro di “intelligence” da parte degli investigatori della Polizia Giudiziaria di Fano e Grottaminarda che con pazienza certosina hanno ricostruito numerosi borseggi e furti nelle aree di servizio di tutta la rete autostradale nazionale. Dall’attività info-investigativa si è stabilito con certezza l’esistenza di una organizzazione, composta da svariati personaggi, legati, anche, da vincoli di parentela, tutti parte integrante “per le attività poste in essere e per il contributo fornito del sodalizio criminoso”.
Una organizzazione criminale con un altissimo grado di “professionalità”, stante il notevole livello di “specializzazione” acquisito nel settore del borseggio. Questa tipologia di reato “borseggio” o “pickpocketing” che sta provocando un certo grado di allarme sociale, è una tra le possibili cause dell’aumento del senso di insicurezza, ed è realizzato con tecniche e stratagemmi particolari dei borseggiatori.
Gli agenti sono riusciti, analizzando le descrizioni fatte dalle vittime e dai testimoni e confrontando le poche immagini utili dei circuiti agli Autogrill, ad individuare gli altri componenti di una banda che erano stati sottoposti a misure interdittive dagli Uomini della Polizia Giudiziaria di Grottaminarda nel decorso mese di settembre. Le tre donne, durante i loro spostamenti da un’Autogrill all’altro, rubavano portafogli ed oggetti di valore, con un’abilità e spregiudicatezza nella condotta criminale. Come agiva il gruppo. I vari “modus operandi” si ripetevano con una sicurezza che le persone derubate si rendevano conto del furto anche a distanza di tempo ed era duplice. Una volta individuata la vittima – quasi sempre si tratta di gente in fila alla cassa o al bancone del bar, viene avvicinata e coprendosi tra loro per non rendere visibile il borseggio, sfilano il portafogli allontanandosi frettolosamente. La tecnica principale era quella del “bump”, cioè urtare la vittima per sfilarle dei valori; altro modus operandi utilizzato è quello di confondersi nel locale in mezzo agli altri clienti, aggirarsi in Autogrill senza acquistare nulla alla ricerca della vittima prescelta. Se la vittima era una donna, due delle tre donne si ponevano ai lati della vittima e la stringevano mentre faceva la fila alla cassa o al bancone (affollato) e la terza da dietro metteva le mani nella borsa; se la vittima era un uomo, la più giovane delle tre, particolarmente avvenente e vestita in modo provocante, si poneva davanti all’uomo molto vicino, quest’ultimo, distratto, non si accorgeva che le altre due, gli sfilavano il portafoglio o qualsiasi altra cosa avesse nelle tasche.

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