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Come è stata accolta l’iniziativa?
Con vivo interesse. Le persone vogliono essere informate. Hanno partecipato in maniera attiva, ponendo numerose domande agli agenti, soprattutto in materia di accorgimenti utili da adottare.
Il numero delle truffe ai danni di anziani in Italia cresce in maniera esponenziale. Qual è la situazione nella nostra provincia?
Costantemente monitorata. I raggiri ai danni delle fasce deboli non sono numerosi e hanno frequenza sporadica. Ciononostante anche il singolo caso è oggetto di attenzione da parte della Polizia. Non tanto dal punto di vista della repressione, quanto della prevenzione. È necessario che gli anziani sappiano che è importante segnalare l’episodio. Anche se si tratta di poche centinaia di euro (che tuttavia incidono sulle tasche dei pensionati che percepiscono vitalizi molto modesti).
È possibile riconoscere un truffatore?
Gli anziani sono persone ‘pure’, ingenue e fiduciose. Ecco perché è facile raggirarle: il truffatore si presenta in maniera impeccabile. Ha un’ottima dialettica e sa essere molto cortese. Il raggiro è il suo mestiere. È l’ineccepibilità dell’apparenza l’arma vincente perché cozza con l’idea di malvivente che molti di essi hanno.
Insomma, una doppia truffa. Oltre ad alleggerirli economicamente li spogliano della fiducia?
È questo l’aspetto più desolante. È necessario educarli alla diffidenza perché i truffatori non guardano in faccia a nessuno.
Quali sono le domande più frequenti che vi vengono rivolte?
Dove nascondere il denaro, quando si ha la necessità di tenerlo in casa, e quali numeri contattare.
Quali invece i suggerimenti della Polizia?
Prima di tutto non aprire mai la porta a persone estranee. Non fare entrare sconosciuti anche se vestono qualche uniforme dichiarando di essere idraulici, elettricisti addetti alla manutenzione, postini, dipendenti di aziende o di qualsiasi altro Ente o associazione. Inutile farsi mostrare il tesserino di riconoscimento: in genere i malintenzionati ne hanno uno falso e lo mostrano di loro iniziativa, per conquistare la fiducia delle persone. Non prestare attenzione a chi bussa per il pagamento di bollette: nessun Ente manda personale a casa. Evitare strade solitarie e preferibilmente farsi accompagnare da qualcuno di fiducia quando ci si reca alla posta o in banca a ritirare dei soldi.
Ma soprattutto chiamare il 113…
Se si ha un dubbio, anche piccolo, su chi bussa alla nostra porta, la cosa più giusta da fare è chiamare il 113. Per aiutarli abbiamo bisogno della loro collaborazione. È preferibile una chiamata in più (anche se si rischia un eccessivo allarmismo) che una truffa in più.
È tempo di Natale. Poste e banche sono più affollate e in casa, nonostante la crisi economica, girano più soldi. Il consiglio è sempre lo stesso: attenzione. Anziani avvisati… truffatori pure.
(di Marianna Morante)