
Avellino – La Margherita si confronta con il territorio: quello della città capoluogo che vede per la prima volta riunito il suo comitato dopo l’elezione dei nuovi segretari cittadino e provinciale. Un vertice al quale ha preso parte anche il leader del Fiorellino l’on. Ciriaco De Mita. E la riflessione inizia proprio dal ruolo di traino che deve svolgere il comune capoluogo per potenziare l’azione politica del partito. Una riunione lunga ed intensa iniziata nel primo pomeriggio di ieri presso la segreteria di via Tagliamento e prolungatasi fino a sera. Una serie di interventi quelli che si sono succeduti al tavolo cittadino -presieduto dal coordinatore regionale della Margherita, on. De Mita, dal neo-segretario provinciale Giuseppe De Mita, dal segretario cittadino, Enza Ambrosone e dal sindaco Pino Galasso – che ha visto protagonisti anche assessori e consiglieri comunali, oltre agli onorevoli regionali del Fiorellino. Nella relazione introduttiva il neo segretario cittadino Enza Ambrosone ha illustrato le difficoltà di Avellino città invitando ad affrontarle insieme, non sul piano delle accuse ma su quello della coesione politica. A seguire il sindaco Pino Galasso, il dirigente Mario Bruno, il presidente della prima circoscrizione, Gerardo Melillo, ancora interventi di consiglieri comunali e assessori. E’ poi il momento dell’on. Ciriaco De Mita, che sollecita una discussione non da consiglio comunale e ha invitato il sindaco ad usare un metodo preciso con i suoi consiglieri e con gli alleati del centrosinistra. Soprattutto in riferimento a progetti come il tunnel. A tale riguardo il leader del Fiorellino ha sottolineato che non si può prima condividere un’opera e poi nel momento della realizzazione dare luogo alla contestazione. A proseguire, il neo segretario provinciale, Giuseppe De Mita che come Ambrosone si sofferma sulle difficoltà di Avellino città, anche se: “Facciamo un errore a pensare che il disagio – ha dichiarato – sia dentro l’amministrazione. Il disagio è più generale. E’ anche storicamente radicato nella città di Avellino. In realtà le difficoltà che si registrano oggi sono la coda di un evento iniziato molti anni fa”. Di qui, un interrogativo: come fare per cominciare ad intervenire?.
“Il punto di partenza è sicuramente nel recupero della coesione politica e nel ripristino del valore di comunità nel capoluogo irpino. Dobbiamo – conclude De Mita – agire a tenaglia imponendo all’amministrazione comunale di cogliere un dato importante: con gli attentati che ci sono stati e che sono effetto del piano inclinato lungo il quale il disagio ad Avellino sta correndo sempre di più, si è determinata una rottura della lettura lineare della realtà. Maturata questa consapevolezza per meglio intervenire il partito deve mettersi in discussione ma può farlo solo chiedendo anche agli altri di mettersi in discussione”. Numerosi gli interventi al tavolo, prima delle conclusioni del dibattito che sono state affidate ad Enza Ambrosone. La quale ha ribadito la nuova era iniziata dopo i congressi. Un corso da segnare con una ripresa forte di riflessione e discussione sui problemi reali, indirizzo verso cui il partito è già pronto. (Antonietta Miceli)