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LA LETTERA di Luigi Mainolfi: “Sviluppo, un mostro senza testa?”

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’assessore provinciale Luigi Mainolfi sulle tematiche dello sviluppo in Irpinia. “Caro Direttore, le polemiche, che ruotano intorno alla parola sviluppo, mi inducono a tornare su un argomento a me caro e,penso, chiaro. La mia età e la conoscenza di ciò che è stato detto e fatto nella nostra Provincia mi fanno superare la preoccupazione di apparire presuntuoso. Per parlare di sviluppo, ci vogliono categorie adeguate e come prima cosa non confonderlo con il progresso. Questo sta in quello,non viceversa. Si può avere progresso,senza sviluppo o con il peggioramento degli indicatori dello sviluppo. Mi sono trovato molte volte in riunioni,nelle quali si parlava “a schiovere”. Faccio qualche esempio. Durante la Presidenza Maselli, partecipavo,perché invitato, alle riunioni del tavolo di concertazione. C’erano i rappresentanti delle varie categorie: industriali, artigiani, agricoltori, sindacati dei lavoratori. Una volta,dopo aver ascoltato i vari “solisti”, posi una considerazione e due domande. 1) Ognuno di voi ha esposto le richieste della propria categoria,ma non si fa sviluppo con la sommatoria delle lamentele e senza un Progetto complessivo. 2) Vi è noto che la somma delle percentuali con le quali i settori che rappresentate partecipano alla formazione del PIL non raggiunge il 50%? L’altro 50% da quali settori viene prodotto e in Irpinia quale importanza hanno? Da quasi un ventennio,nella nostra Provincia,tra la Politica, gli operatori economici ed i sindacati, il rapporto non avviene sul terreno della cultura economica. Ciò è grave e non tiene conto delle sfide della globalizzazione e della società della conoscenza. Dalle “guerre economiche di posizione”,tipiche di un’economia chiusa,si è passato alle “guerre economiche di movimento”,che richiedono vivacità culturale,creatività,fantasia razionale, conoscenza e sensibilità sociale. Chi è vivace e creativo è anche modesto,perché ha i dubbi del ricercatore. Quando la politica vola alto,i politici diventano “imprenditori socioeconomici” e gli imprenditori diventano gli addetti alla catena di montaggio dello sviluppo. Gli uni e gli altri,in modo sinergico e nel rispetto dei ruoli, contribuiscono alla crescita della società. Ogni settore economico è una parte del tutto,che deve essere programmato in modo armonioso. Se di un corpo crescono solo le braccia e la testa,abbiamo un mostro dalle gambe deboli,non un fisico decente. Molti operatori politici, purtroppo,sono imprenditori di se stessi e molti operatori economici utilizzano la politica solo per fare “paccotti”.Stimo chi è cresciuto e cresce,partendo dalle idee,non chi cerca di aggredire leggi, con la complicità di politici ignoranti e funzionari disonesti. Il dichiarato fallimento dei vari strumenti nazionali ed europei (PIT,Patti,Agende,ecc.) è conseguenza di tale andazzo. Concludo,sperando che qualche uomo di buona volontà e di buone letture apra gli occhi anche alle tre domande. 1) Quanti di quelli,che vogliono apparire difensori dell’ambiente, hanno dimostrato di considerarlo un fattore importante dello sviluppo? 2) Quanti hanno capito che sta crescendo la pericolosa emergenza dei giovani laureati senza futuro? 3) Quando ci rendiamo conto che i vari inquinamenti di cui si parla derivano dall’inquinamento concettuale,nel quale siamo immersi da tempo immemorabile? (di Luigi Mainolfi)

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