AVELLINO- Due lettere, ufficialmente indirizzate al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e firmate a nome di tutti gli operai dell’ex Isochimica da Carlo Sessa, Mario Giordano, Antonio Olivieri, Nicola Abrate, Michele Aversa e Domenico Carbone. Missive relative alla drammatica vicenda dei lavoratori ex Isochimica di Avellino.”Parliamo di uomini impiegati sin dai primi anni ’80 nella scoibentazione di vagoni ferroviari contenenti amianto, esposti per anni in condizioni gravemente nocive e oggi segnati da patologie asbesto-correlate che continuano a manifestarsi.
Ad oggi 38 nostri colleghi sono già deceduti. Molti altri convivono con malattie irreversibili, mentre i procedimenti giudiziari proseguono con tempi incompatibili con la condizione sanitaria di chi attende ancora giustizia”. Tutto questo, si legge nelle due missive: “Nonostante significativi accertamenti giudiziari e il riconoscimento di responsabilità rilevanti, una soluzione concreta e definitiva continua a mancare.Per questo abbiamo chiesto alle massime Istituzioni dello Stato un intervento urgente”. Quale sia l’intervento invocato dai lavoratori ex Isochimica era stato già anticipato nel corso dellla conferenza stampa di questa mattina. Un intervento “volto all’apertura di un tavolo con RFI, finalizzato a una transazione extragiudiziale equa e definitiva per tutti i lavoratori coinvolti e per i familiari delle vittime.Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto che il tempo della giustizia non diventi, ancora una volta, il tempo dell’oblio”. Con un appello finale: “Rivolgiamo alla stampa nazionale e locale un appello affinché questa vicenda non venga relegata al silenzio e all’indifferenza. La nostra non è una vertenza privata né una questione locale: è una pagina dolorosa della storia industriale e civile del Paese che interroga direttamente il rapporto tra Stato, responsabilità pubblica e diritto effettivo alla giustizia”.
La lettera dei lavoratori ex Isochimica a Mattarella e Meloni: non vogliamo privilegi ma giustizia
