La Filcem chiede all’Acs progetti per il rilancio della rete idrica

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Avellino – “Gravità della situazione economica; crisi idrica dei bacini, inadeguatezza della rete idrica e costi energetici elevati che possono, nel breve periodo, creare problemi di liquidità all’Ente; sentenza della Corte Costituzionale sulla depurazione non effetuata”. Sono questi gli aspetti che la società Alto Calore Servizi e Patrimonio ha messo in evidenza in merito alla crisi idrica che il consorzio sta attraversano e su questi aspetti la Filcem-Filtea Cgil Avellino ha espresso alcune considerazioni.
“Da giorni tutti i quotidiani locali parlano della crisi idrica dell’Alto Calore Servizi e Patrimonio – ha dichiarato il sindacato in una nota -. Tantissimi lavoratori rincorrono notizie che in molti casi sono notizie “veicolate”; per questa ragione abbiamo avvertito la necessità di mettere penna su carta gli aspetti che la Società ha dichiarato pubblicamente, oltre che ai delegati Rsu. Per le sopradescritte situazioni, la direzione ha chiesto collaborazione alla RSU con particolare riferimento per gli Agenti Tecnici che, nei prossimi due mesi, dovrebbero modificare il consolidato schema operativo-retributivo, riconoscendo loro un ticket mensa. Ovviamente questa richiesta ha determinato varie prese di posizione, ma alcune continuano a ricalcare vecchi modi di fare, che nulla hanno di sindacale ma solo di brutta consociazione; in questa fase storica tra rischi di privatizzazione dell’acqua, crisi idrica, crisi finanziaria, debolezza della politica e Comuni azionisti con problemi economici, non ci possono essere risposte consociative ai problemi dell’Acs. Noi riteniamo che si debba incalzare la direzione dell’Acs e la politica, affinché facciano progetti, possibilmente condivisi, per il rilancio del sistema idrico (Integrato?) a salvaguardia di tutti i cittadini utenti e di noi dipendenti dell’Acs. Partendo da queste semplici considerazioni facciamo analisi e proposte alle quali chiediamo ai colleghi di aderire per il bene di tutti! Da ciò scaturisce che riteniamo assurdo ventilare, a tutti, le difficoltà economiche e bloccare gli straordinari ad alcuni colleghi e poi fare delibere specifiche per pochi altri; predicare la razionalizzazione e il sacrificio solo per gli Agenti Tecnici mentre nessun altro è toccato da questo “sacrificio economico e di vita”. Tutta la piramide aziendale, in proporzione, deve farsi carico delle responsabilità anche economiche a cominciare così dai vertici! Pertanto noi iscritti della FILCEM CGIL ACS Spa abbiamo già impegnato il Segretario Provinciale a convocare unitariamente un incontro con la direzione; coinvolgere i Confederali per far fare delle scelte e le proposte “industriali”all’ACS Servizi e Patrimonio; prevedere un’assemblea unitaria per informare tutti i lavoratori e se non dovesse essere possibile unitariamente convocarla anche solo come FILCEM CGIL”.

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