La FABI ha celebrato il VII congresso provinciale ABI e BCC

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Venerdi’ 15 novembre u.s. la FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani primo sindacato del settore con 102.000 iscritti tra i dipendenti degli istituti ABI e BCC,banche di credito cooperativo) ha celebrato il VII congresso provinciale nel corso del quale e’ stato eletto il segretario generale coordinatore,il comitato direttivo provinciale,la nuova segreteria provinciale ed i delegati al con- gresso nazionale di Roma che si terra’ dal 10 al 14 marzo 2014. A guidare la FABI di avellino per il prossimo quadriennio sara’ Franco Di Dio,sposato con due fi- gli,52 anni da 30 dipendente quadro direttivo presso la Bcc di Serino che subentra a Giovanni Manzi della Banca della Campania che ha guidato la Fabi di Avellino per 9 anni,Di Dio e’ anche il Coordinatore Regionale della Campania per la FABI BCC ed ha gia’ ricoperto nella precedente segreteria l’incarico di segretario amministrativo. “Raccolgo il testimone da Gianni Manzi al quale rivolgo i miei ringraziamenti per il lavoro svolto insieme negli anni scorsi e per i risultati ottenuti,il momento in cui assumo la carica non e’ dei mi- gliori per la categoria,c’e’ stata in settembre la disdetta del CCCNL ABI con ben 9 mesi di antici- po rispetto alla scadenza del 30.6.2014,i bancari Italiani dopo 13 anni (non accadeva dal 2000) hanno scioperato il 31 ottobre u.s. con la chiusura del 92% degli sportelli bancari,sono gia’ state programmate altre azioni di sciopero da qui al mese di febbraio 2014,chiediamo all’ABI di ritirare la disdetta o quanto meno una sua sospensione,chiediamo precise garanzie che sul tavolo non ci siano ulteriori tagli ai livelli occupazionali e la condivisione di riprendere il dialogo interrotto con l’obiettivo ben preciso di arrivare a definire il nuovo CCNL.Voglio solo ricordare che gli accordi gia’ chiusi nei maggiori gruppi bancari portano a 19.800 prepensionamenti da qui al 2020,per cui il sindacato e la categoria hanno gia’ dato ora tocca ad altri. Il vero problema del sistema bancario italiano non e’ il costo del lavoro ma la serieta’ della gestio- ne,se le sofferenze per il sistema sono in continua evoluzione non e’ per colpa dei lavoratori ban- cari ma di coloro che siedono nei cda e nei consigli di sorveglianza che spesso concedono fidi ed aperture di credito ai soliti noti. Mi auguro che alla fine si riprenda il dialogo e si arrivi ad un serio confronto con il sindacato nel rispetto dei ruoli e degli interessi legittimi rappresentati che per la FABI vanno in un’unica dire- zione che e’ quella della salvaguardia e della tutela della categoria dei bancari Italiani e si arrivi al- la creazione di un nuovo modello di Banca che sappia dare risposte concrete ad un settore in cri- si.Non possiamo sottrarci al ns ruolo dobbiamo combattere e lottare perche’ chi non lotta ha gia’ perso in partenza.”

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