Dopo le dichiarazioni rese dall’on. Gianfranco Fini scattano segnali di dissenso. Arturo Meo, coordinatore de La Destra, opera le sue precisazioni attraverso una nota.
“Io sono e mi sento profondamente democratico, e proprio perché democratico non posso essere anti-nulla nemmeno anticomunista; ho sempre rispettato la carta costituzionale, ma altresì non sono antifascista e spero di poter continuare a vivere questa mia condizione in Italia e alla luce del sole. Sin dai tempi del Movimento Sociale Italiano, che per ragioni di età ho vissuto poco, insieme a tutti i militanti, ho sempre rispettato la Costituzione, anche se con l’obiettivo di volerla cambiare in alcune parti e vederla realizzata nel suo complesso. Con le parole dell’onorevole Fini, invece, si potrebbe aprire una stagione di persecuzione e violenze nei confronti di quegli italiani che non hanno fatto parte del discriminatorio ‘arco costituzionale’ che giustificava le aggressioni e le uccisioni dei militanti del MSI in quanto ritenuti fascisti. Ora che AN ha chiuso il proprio ciclo di trasformismo, la classe dirigente dovrebbe liberare la ‘fiamma’ e donare alle famiglie dei ragazzi del MSI uccisi i beni materiali accumulati nel corso di decenni e che furono il frutto di donazioni di uomini e donne che combatterono nella Repubblica Sociale Italiana e che aderirono al MSI con l’obiettivo di “non restaurare e di non rinnegare”. Sembra evidente l’obiettivo da una parte di distogliere l’attenzione dai provvedimenti, quelli si antidemocratici, che il Governo adotterà soprattutto relativamente al rinnovo del Parlamento Europeo, dove saranno tolte le preferenze e sarà inserito uno sbarramento che impedirà a milioni di italiani di essere rappresentati, e dall’altra di creare contrasti tra le forze politiche che non si sono volute uniformare ai due grandi calderoni oggi presenti in Italia, quali ‘La Destra’, Rifondazione Comunista ed il Partito Socialista che da sempre sono la voce critica del Paese. E solo mettendo nuovamente gli opposti contro che potranno realizzare i loro obiettivi”.
La Destra di Avellino lancia un appello ai compagni della sinistra critica “… affinché non si cada in questo tentativo dal momento che fascismo e antifascismo, comunismo ed anticomunismo appartengono alla storia, ed entrambi i movimenti nascono da una profonda radice sociale”.