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La denuncia del WWF: “Irregolarità nel taglio dei platani”

Avellino – “Sabato 14 gennaio era di scena una nuova puntata della saga dei Platani di Viale Italia che doveva concludersi col solito ‘bagno di sangue’ a spese di 15 alberi, rei soltanto di essere ammalati di cancro colorato. Ma stavolta a difesa dei secolari guardiani di Viale Italia, dispensatori di frescura e simbolo della città non meno della Torre dell´Orologio, sono intervenuti gli ambientalisti del WWF armati di foto e telecamere per documentare le modalità usate per l´abbattimento”. E’ quanto denunciato in una nota dall’associazione ambientalista. Il blitz ha visto protagonisti Paolo Pilone, Amerigo Ferrara, Fabrizio Fricchione, Viviana De Prizio e Maria Rosa Argenziano (tutti del WWF), ai quali si sono aggiunti Gianfranco Turis (Comitato Antielettrosmog) e Rosario Caravano (Legambiente).
Gli attivisti avrebbero constatato e documentato con foto e filmati che l´abbattimento dei platani avveniva con modalità “…diverse da quelle previste dalla legge e del tutto inutili per impedire la ulteriore diffusione del cancro colorato alle piante ancora sane. Esiste, infatti, il Decreto Ministeriale 17/4/98 che istituisce la lotta obbligatoria a questa perniciosa malattia e stabilisce, in una apposita circolare, che l´unico mezzo per impedire il diffondersi della malattia è abbattere le piante infette adottando delle rigide cautele. Il cancro colorato, infatti, si trasmette mediante il contatto tra le radici di piante infette e sane e il contatto con la segatura derivante dal taglio. E´ indispensabile, perciò, eseguire il taglio in modo da impedire che la segatura si disperda nell´ambiente e si depositi al suolo; per fare ciò occorre disporre dei teloni in plastica al piede della pianta ed usare speciali motoseghe munite di aspiratore. Nulla di tutto questo è stato fatto a Viale Italia e le foto e i filmati lo testimoniano, così come documentano addirittura l´uso di soffiatori per accumulare la segatura a bordo strada per poi incendiarla e sterilizzarla. E´ facile capire quali le conseguenze sia per gli alberi (investiti da una vera e propria “nube tossica” di segatura infetta), che per gli abitanti della zona che hanno beneficiato, al posto dello smog di sempre di una bella inalazione di fumi, polveri e prodotti chimici!”. Ma gli ambientalisti non si sarebbero limitati a fotografare o filmare, ma avrebbero agito facendo presente ai responsabili tecnici ambientali Comunali e del Servizio Fitosanitario Regionale presenti in loco che le procedure utilizzate non erano opportune, anzi rischiavano di compromettere l’incolumità degli alberi sani. “Dal Comune hanno replicato perentoriamente dicendo che le procedure erano esatte; a quel punto l’unica cosa da fare era denunciare l’accaduto. Gli ambientalisti, sentiti i Vigili Urbani presenti sul luogo hanno contattato il Nucleo Investigativo Ambientale del Corpo Forestale dello Stato. Il tempestivo intervento della Forestale ha confermato i dubbi emersi e riscontrato varie irregolarità ai sensi dell´articolo 500 del Codice penale e hanno allegato al loro verbale anche le foto e i filmati fatti dagli esponenti del WWF per sporgere regolare denuncia”. Dopo il blitz gli ecologisti auspicano un ripensamento della strategia volta ad impedire la diffusione di questa malattia che rischia di distruggere completamente il più bel biglietto da visita della città.

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