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Una riunione chiarificatrice, dunque, almeno in parte. Ma anche una tappa programmatica verso il non troppo lontano appuntamento elettorale. Con un punto cardine condiviso da tutti: le forti perplessità sull’operato dell’Esecutivo Galasso. “Credo che il sindaco debba dimettersi – ha detto Gengaro – avviando una fase di garanzia istituzionale anche attraverso l’apporto delle forze vigenti di centro sinistra e la consequenziale riapertura del confronto con il Consiglio comunale. Un cambiamento forte rispetto allo status quo – ha aggiunto – che sgretoli quella sensazione di ‘dialogo tra sordi’ avuta fino a questo momento”. Di “fallimento totale dell’amministrazione” ha parlato anche Giordano, concorde sull’azzeramento della giunta: “Galasso non ha futuro” – ha avvertito, individuando nel ‘gap democratico tra operato e trasparenza’ una delle prime patologie da superare. E poi il Pd ad Avellino: “Pur raccogliendo tanti consensi – ha detto – di fatto sembra non rappresentare niente, alle prese com’è con la ricerca di una sua identità chiara e definita che allo stato appare solo come un nulla ideologico”. Sulla Giunta Galasso, stessa lunghezza d’onda anche da parte di Quaresima: “Bisogna assolutamente cancellare questi due anni di gestione della città. Se il termine ‘alternativo’ va riferito all’attuale direzione – ha sottolineato – allora siamo d’accordo su tutta la linea”. Un’affermazione che fa quindi luce sulla ratio alla base del ‘centro sinistra alternativo’ al Comune e sulla quale si è lungamente soffermato Gengaro. Rispetto alle questioni recenti, il Capogruppo di Libera Città è tornato sullo scorso Consiglio comunale e sulla mancata chiarezza del sindaco circa lo stato di crisi, giudicando inopportune: “Le prove muscolari di una maggioranza che si regge su un solo voto”. Non ha mancato altresì di commentare negativamente l’operato dei due assessori dimissionari. Giudicando, per la riqualificazione urbana, esagerati gli incarichi affidati alle stazioni appaltanti – “più di 200” – e, per la mobilità, assolutamente inadeguati i piani operativi posti in essere. Petracca e Pericolo alla gogna, in sintesi, ma al contempo la mancanza di margini per un afflusso nelle fila della giunta. “Cercheremo di fornire il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto, e di farne tenere conto in Consiglio – ha avvertito – ma non possiamo sostenere Galasso e il suo Esecutivo”. E così Gengaro ha chiarito che non sarà possibile contare su nessun eventuale appoggio per l’approvazione del bilancio comunale, ma ha anche bocciato: “Il supporto ad una mozione di sfiducia priva di logica politica, nella quale non ha senso accorpare le firme nostre, del centro destra e di quello che appare sul piano territoriale un vero e proprio oggetto misterioso: il gruppo dei demitiani”.
Ed anche sulla scorta dell’immediato durante l’incontro ampio spazio è stato dedicato ai programmi di lungo periodo. L’impegno del ‘centro sinistra alternativo’ a presentare un proprio candidato per le prossime amministrative. Un impegno: “Alternativo al modo di fare politica e al trasformismo tipico del meridione”, come ha ribadito Gengaro. Che: “Si avvii verso una proposta in grado di dare risposte concrete alla cittadinanza e senza alcun punto di contatto col centro destra”, ha aggiunto Quaresima. E che: “parta da un percorso di ascolto nei quartieri, troppo a lungo assente, per una effettiva e non sterile governabilità”, ha concluso Giordano.
Un incontro interlocutorio in definitiva. Nel quale si ‘chiude la porta’ a Galasso, seppur non del tutto, ma che nello stesso tempo prepara il terreno anche ad… alternativi sviluppi futuri. (di Eddy Tarantino)