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La Cisl Fp: “Inps e Inpdap accorpate? 700 dipendenti in mobilità”

La manovra “Salva Italia” ha previsto la soppressione dell’Inpdap e dell’Enpals con l’attribuzione dello loro funzioni all’Inpss. Già il Governo Prodi ed il Governo Berlusconi, avevano tentato questa unificazione tra i due principali Enti della Previdenza Pubblica; l’Inail, però, non sarà coinvolto nella mega aggregazione. “Tale soppressione desta nei dipendenti dell’Inpdap della sede provinciale di Avellino e nella Cisl Funzione Pubblica, non poche preoccupazioni – riferisce il Coordinatore Provinciale Rodolfo Piscopo – L’attuale formulazione dell’articolo 21 stabilisce che il personale in posizione soprannumeraria degli enti soppressi non transiterà nei ruoli dell’INPS ma sarà considerato eccedente – spiega -. Questo significa che sarà messo in mobilità e che, in caso di mancata ricollocazione, sarà posto in disponibilità per due anni con l’80% dello stipendio base e successivamente licenziato”. Per l’Inpdap, il sovrannumero interessa circa 677 dipendenti dei quali 567 sono unità di personale dell’area A (ex portieri degli immobili dismessi nel corso degli anni attraverso le procedure di cartolarizzazione e poi assunti alle dipendenze dell’Istituto ) e 110 sono unità di personale dell’area B. Sono a rischio inoltre le prestazioni creditizie e di welfare a favore di giovani e degli anziani (prestiti e mutui ipotecari, borse di studio per scuole medie, scuole medie superiori, corsi di laurea, master e dottorati di ricerca, convitti, soggiorni studio, soggiorni senior, progetto nonno house, progetto home care premium, progetto Persona Sempre) erogate dall’ Istituto a favore dei propri iscritti e pensionati. “Temiamo – aggiunge il Segretario Generale CISL FP Doriana Buonavita – che questi servizi, che hanno caratterizzato il nostro Ente in questi anni, consentendo allo stesso anche di affiancarsi e di sostituirsi allo Stato e agli Enti Locali nella realizzazione di politiche di welfare, finiscano nelle mani di soggetti privati, rappresentando servizi una sicura fonte di guadagno vista l’elevata platea interessata ( 3.289.700 iscritti e 2.736.300 pensionati). Sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione abbiamo sempre inteso necessario il confronto con le parti sociali, che per le note ragioni non è avvenuto ma nel contempo non è possibile tollerare che tagli ragionieristici che per nulla si coniugano con la funzionalità e l’efficienza da rendere ai cittadini svalorizzi la professionalità dei lavoratori e mette a rischio il loro posto di lavoro”.

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