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La Camera Penale “stigmatizza” l’invito del Procuratore Airoma a “cambiare rotta”

AVELLINO- Un indizio sul fatto che i rappresentanti della Camera Penale Irpina non avessero gradito le ultime dichiarazioni del Procuratore della Repubblica Domenico Airoma era già evidente nel corso della cerimonia di saluti a Palazzo di Giustizia. Assenti i rappresentanti della Camera Penale. La prova, nero su bianco, invece è arrivata oggi con la delibera del Direttivo della Camera Penale Irpina in cui vengono stigmatizzati, oltre ad alcuni passaggi dell’intervista al magistrato anche le parole usate dal commissario prefettizio nella cerimonia di saluti svolta al Polo Giovani. A partire dall’incipit della deliberazione: “Nel corso di un inconsueto “saluto alla città”, fatto in data 16.01.2026 dal
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, Dott. Domenico Airoma, destinato ad altro incarico, cui hanno partecipato numerose Autorità Istituzionali e al quale tutti gli Organi di Stampa hanno riservato assoluto rilievo, il medesimo Procuratore della Repubblica ha dichiarato di augurarsi “un cambio di rotta” e che la Pubblica Amministrazione sia fatta in futuro da persone che “non hanno bisogno di passare buste sottobanco quando c’è un concorso”.
Nella medesima circostanza, il Commissario Straordinario del Comune di
Avellino, Dott.ssa Giuliana Perrotta, nel salutare il Procuratore della Repubblica, ha pubblicamente dichiarato che “se oggi questo Comune può guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia, una parte di questo percorso passa anche dal lavoro silenzioso e determinato della Procura della Repubblica” e che “da domani mi sentirò più sola. Contare sulla sua presenza era rassicurante””. Questo il prologo e le dichiarazioni, che per gli esponenti della Camera Penale, a partire dall’ “esortazione a “cambiare rotta”, rivolta direttamente alla cittadinanza oramai prossima ad esprimersi per l’elezione del nuovo Sindaco della città, pare un franco e insanabile contrasto con i principi della Giurisdizione – e di coloro che vi concorrono –che, giammai e in alcun contesto, può farsi interprete delle istanze sociali, anche le più nobili, né indirizzarle, pena l’inevitabile confusione delle prerogative dei poteri dello Stato e l’abdicazione della funzione di garanzia della Magistratura (che, per vero, già
nell’attuale contesto della campagna referendaria, non si è sottratta, con preoccupante frequenza, all’abbraccio della politica, altresì evidentemente abdicando alla sua terzietà). Peraltro, le dichiarazioni di innegabile indirizzo politico di un Magistrato sottendono pulsioni dirigistiche che sono proprie di altri attori istituzionali, che devono rimanere estranee all’atteggiarsi pubblico della Magistratura, chiamata a null’altro che all’applicazione della legge. Del resto, anche a voler accreditare ispirazioni non politiche, l’“appello” in argomento, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, è inevitabilmente destinato alla certa strumentalizzazione da parte delle forze politiche che si confronteranno nell’ormai imminente tenzone elettorale”. Anche il riferimento ad un processo in corso viene censurato nel documento dei penalisti: “Vieppiù: il richiamo, fatto nella medesima occasione, alla necessità di adoperarsi
affinché la Pubblica Amministrazione sia fatta da persone perbene che non passino buste sottobanco in occasione di un pubblico concorso costituisce, al di là della certa condivisione del principio di legalità che esso richiamo evidentemente sottende, un manifesto riferimento ad un’indagine giudiziaria condotta dall’Ufficio della Procura della Repubblica di Avellino, i cui esiti vengono alla cittadinanza rappresentati come certi, sicché la si esorta a cambiare rotta: in tal modo generando, da una parte – chiara
eterogenesi dei fini – un effetto opposto a quello che si dichiara voler perseguire, ovvero una generata disillusione in luogo della auspicata reazione, e, dall’ altra, la convinzione che, al fine di evitare il passaggio sottobanco di buste a concorrenti da favorire, sia necessario “cambiar rotta” in vista delle imminenti elezioni elettorali, laddove il passaggio delle buste sottobanco è ancora e solo un’ipotesi dell’accusa, non ancora vagliata dal Tribunale; in ogni caso annettendo all’ attività investigativa compiuta efficienza politica”. Il deliberato si chiude con gli auguri per il nuovo incarico ad Airoma e l’auspicio in una veloce designazione del suo successore: “La Camera Penale Irpina esprime all’ indirizzo del Dott. Domenico Airoma l’auspicio di buon lavoro nella nuova sede di sua destinazione e chiede che il Consiglio Superiore della Magistratura ponga celermente a concorso il posto di Procuratore della Repubblica di Avellino, nella certezza che in tale Ufficio venga sempre preservato il
principio dell’impersonalità, che è irrinunciabile corollario dell’imparzialità della giurisdizione”.

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