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Istituzioni unite sull’inceneritore ma sui rifiuti è sempre polemica

Avellino – Il caso inceneritore a Pianodardine ‘divide’ istituzioni e industriali. ‘Bocciato’ dal Commissario di Governo Guido Bertolaso, ieri in visita nel capoluogo irpino, e dalla Provincia di Avellino, il progetto viene ancora una volta rilanciato dalla guida dell’Asi di Avellino, l’ingegnere Pietro Foglia. Secondo cui il termovalorizzatore, da realizzare a Pianodardine accanto all’impianto del Cdr, già dotato di progetto e soggetto finanziatore, servirà solo per lo smaltimento di rifiuti industriali, non classificati dalla legge come pericolosi. Pertanto ‘non rientrerebbe nelle competenze decisionali del Commissario di Governo’. Dunque, priorità agli scopi industriali, anche se l’intervento, secondo le valutazioni del vertice del Consorzio per lo Sviluppo industriale, potrebbe comportare positive conseguenze al territorio nella sua accezione più generale. Il presidente degli Industriali, Silvio Sarno, non contestando la bocciatura dell’impianto, pone un interrogativo su come si svolgerà lo smaltimento dei rifiuti industriali. Sulla questione la Presidente della Provincia Alberta De Simone è stata chiara: la realizzazione dell’inceneritore ‘non rappresenta una priorità’ a fronte dell’impegno istituzionale che deve essere concentrato invece a fronteggiare il forte rischio di emergenza che incorre con l’incalzare dell’estate. Dunque, le azioni di programmazione sul fronte rifiuti, che al momento non fanno riferimento alla questione termovalorizzatore, hanno una linea di indirizzo ben precisa, come sottolinea la guida dell’Ente di Palazzo Caracciolo.
La quale evidenzia che qualora venisse presa in considerazione l’idea della realizzazione di un impianto finalizzato a chiudere il ciclo dei rifiuti, questo dovrebbe rispondere a standard chiari: innanzitutto la localizzazione in una zona diversa da quella di Pianodardine, già satura per la presenza del Cdr dove esiste ‘la vera emergenza’ con 45mila tonnellate di fos da sgomberare prima del sopravvento della caniggia primaverile ed estiva. Ancora, le dimensioni: un impianto ‘il più piccolo possibile’; improntato ai canoni della più alta modernità ed eco-compatibilità. Ma per ora la numero uno dell’Ente Provincia, dai microfoni delle emittenti locali, lascia capire che la prima preoccupazione è ‘l’emergenza’. L’onorevole De Simone ricorda a tale riguardo gli scenari regionali che vedono iniziare i lavori di realizzazione dell’impianto a S. Maria La Fossa (dove conferirà anche Avellino) mentre in autunno termineranno quelli del termovalorizzatore di Acerra.

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