![]()
del sottosuolo vista l’enorme quantità d’amianto interrato, tenendo conto anche della perizia sottoscritta dai prof. Carlo ROMANO, Gennaro VOLPICELLI e Mario MANSI nel lontano 15.10.1989 su mandato affidatogli dall’allora G.I. dott. Modestino Roca nella quale certificavano che “[…] l’interramento dell’amianto è stato effettuato senza seguire precise e codificate modalità,i carotaggi hanno portato alla luce sia amianto non mescolato,sciolto,in aggregati,racchiuso in sacchetti di plastica,sia amianto impastato con cemento. L’amianto interrato nelle fosse non è debitamente isolato dal terreno circostante. Gli addetti all’interramento hanno manipolato amianto sfuso senza adeguate precauzioni,lavorando in condizioni pericolose,con rischio d’insorgenza di malattie professionali per amianto commisurato alle lunghe esposizioni atmosferiche ricche di fibre d’amianto. Per quanto riguarda gli abitanti della zona,essi in linea di principio sono stati esposti a pericolo per il fatto stesso che le fibre d’amianto sono state immesse nell’atmosfera dello stabilimento […] Nel sottosuolo dello stabilimento sono interrati grossi quantitativi d’amianto,senza adeguato isolamento dal terreno circostante […] la rimozione dell’amianto,la sua inertizzazione e sistemazione in discarica sono opere da attuare per la bonifica dell’area Isochimica […]”;
del D.N.A. della vegetazione circostante, sviluppatasi negli anni successivi alla chiusura dello stabilimento;
delle condotte d’aspirazione e dei silos di raccolta;
della rete fognaria e delle falde acquifere considerato che: – cit. perizia di cu al punto 1) – [….] per quanto riguarda la rete fognaria,allo stato, le acque nere e le acque di processo scaricano,senza alcun trattamento depurativo,nella fogna pubblica […]”