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Isochimica, a giugno torna davanti ai giudici il superconsulente della Procura

AVELLINO- Un lungo e articolato confronto tra i tre consulenti della Procura in primo grado, quelli di parte civile e il consulente di Ferrovie in ordine agli undici decessi contestati nei capi di imputazione contestati ai due collaboratori di Elio Graziano e ai due responsabili di Ferrovie dello Stato gia’ condannati in primo grado. Si e’ chiuso dopo cinque ore l’esame dei consulenti davanti ai magistrati della I Sezione della Corte di Appello di Napoli. il processo di secondo grado per il disastro dell’ex Isochimica, in cui sono chiamati a decidere dopo i ricorsi sia della Procura che delle difese contro il verdetto di primo grado del collegio presieduto dal giudice Sonia Matarazzo del 28 gennaio 2022,
La Corte ha fatto delle domande ai consulenti in ordine al nesso causale tra l’esposizione all’amianto e il decesso, quello che e’ stato ravvisato dai consulenti dell’ accusa ed escluso dal consulente della difesa. In aula anche le domande dei difensori di parte civile (gli avvocati Brigida Cesta, Antonio Petruzziello, Domenico Carchia) e delle difese (gli avvocati Alberico Villlani e Anna Caserta per gli imputati e l’ avvocato Fiorella per Ferrovie dello Stato). La Procura Generale ha poi chiesto di rinnovare la prova, ascoltando il consulente della Procura Giovanni Auriemma per il capo B, la contestazione che riguarda ex amministratori e curatela (assolti in primo grado per cui vi è stato ricorso da parte della Procura). Una richiesta accolta dalla Corte. Per cui Auriemma sarà ascoltato nella prossima udienza, fissata per il 10 giugno. Come e’ noto, in primo grado erano stati giudicati colpevoli di disastro ambientale e omicidio colposo plurimo – più una serie di violazioni sulle norme di tutela ambientale e sicurezza – due funzionari di Ferrovie dello Stato, Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, e due ex dirigenti dell’Isochimica, Vincenzo Izzo e Pasquale De Luca. Assolti invece con formula piena, perché il fatto non sussiste, tutti gli altri imputati, che erano stati accusati, a vario titolo, di disastro ambientale, omessa bonifica e omissioni in atti d’ufficio

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