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Irpinia – Strutture ospedaliere: la Cgil sollecita ‘pari dignità’

In merito alle voci riguardanti il trasferimento nella struttura ospedaliera di Bisaccia dei malati mentali attualmente ospitati presso la SIR di Casalbore, “mai smentite dalla Dirigenza ASL” e viste le dichiarazioni rese dal Direttore Generale dell’ASL AV1 sull’istituzione della rete di cardiologia, presso l’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi, attraverso una nota gli esponenti della Cgil Luigi Mauro, Donato Spatola e Pasquale Pisapia, giudicano le scelte “arbitrarie e inadeguate” a causa del fatto che “la mancanza di una pianificazione generale dei servizi dell’Asl penalizza le strutture di Bisaccia e Ariano Irpino”. Un punto di vista critico che i tre esponenti sindacali illustrano dettagliatamente, attraverso la nota, al governatore della Campania Antonio Bassolino, all’assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, al Presidente della V Commissione Sanità Angelo Giusto, al Direttore Generale della Asl Luigi Giordano, al Direttore Sanitario Rosario Tarzia e al presidente del Comitato dei Sindaci Marcello Arminio. “Con una pianificazione concertata con tutte le figure istituzionali – si legge nel documento – nel pieno rispetto del Piano Ospedaliero Regionale, si può e si deve riconoscere pari dignità a tutte le strutture ospedaliere presenti sul territorio, differenziandone le funzioni e assicurando i servizi in maniera omogenea nell’intera ASL. Tale pianificazione deve attuare il potenziamento specialistico previsto dal P.O.R. per il polo riabilitativo già operante a Sant’Angelo dei Lombardi e il contestuale potenziamento dei servizi già attivi e di quelli attivabili come stabilito dal P.O.R. per la realizzazione della rete dell’emergenza che ha riconosciuto Bisaccia come struttura di primo livello e Ariano come struttura di secondo livello. Scelte estemporanee che violano la legislazione sanitaria regionale non sono accettabili, in quanto gli scippi del passato hanno sempre penalizzato l’utenza, senza recare nessun vantaggio al territorio, né all’Azienda. In particolare, il trasferimento dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia da Bisaccia a Sant’Angelo non ha prodotto nessun risultato positivo e lo spostamento a Sant’Angelo della riabilitazione che era prevista a Bisaccia ha penalizzato ancora una volta la struttura ospedaliera bisaccese, che, tra l’altro, è stata pure dotata di una TAC obsoleta smontata altrove tutt’oggi inutilizzabile, mentre attrezzature costate milioni di euro giacciono ancora imballate a Sant’Angelo dei Lombardi. Inoltre, la sala operatoria di Bisaccia, anch’essa costata cara ai contribuenti per la ristrutturazione che l’ha resa all’avanguardia nella concezione chirurgica secondo la normativa attuale, non viene messa in condizione di essere utilizzata a pieno regime per la mancata attivazione di branche specialistiche previste nel precedente Piano Attuativo Locale, pur approvato dalla Giunta della Regione Campania. Tutto ciò rappresenta un oscuro disegno che viene attuato dalla Dirigenza dell’ASL per penalizzare qualche struttura ospedaliera e gestire in maniera feudale la sanità in Alta Irpinia”. La CGIL auspica dunque “un ripensamento” da parte della Direzione Aziendale, individuando nell’atto aziendale “lo strumento necessario per ridefinire i servizi territoriali dell’ASL AV 1”. Il compito dei rappresentanti istituzionali dovrebbe essere dunque quello di “vigilare affinché ciò non avvenga, perché se non saranno tutelati i diritti degli utenti e dei dipendenti dell’ASL AV1 sarà necessario far ricorso a ogni forma di lotta sindacale”.

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