A pochi giorni dalla vittoria del No al Referendum sulla separazione delle carriere, l’Irpinia si conferma parte di quell’Italia “resistente” alla riforma costituzionale della giustizia. È quanto emerge dall’ultima analisi di YouTrend che, sulla base dei dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno, ha classificato le province italiane sulla base di due indicatori: il vantaggio tra gli schieramenti alle Europee 2024 e la differenza tra i voti Sì e No al referendum costituzionale del 2026.
Secondo questa clusterizzazione, l’Irpinia rientra nel gruppo delle 43 province dell’ “Italia resistente” ovvero quelle realtà in cui il voto referendario ha visto prevalere il No e dove, allo stesso tempo, il cosiddetto “campo largo” ha mostrato una maggiore competitività alle ultime Europee.
Le altre tre aree di raggruppamento, delineate da YouTrend, prevedono:
L’Italia riformista: centrodestra alle europee e del Sì al Referendum giustizia;
L’Italia governista: vantaggio del Centrodestra alle europee e del Sì al Referendum giustizia;
L’Italia dormiente: vantaggio del Centrodestra alle europee e del No al Referendum giustizia.
L’Italia “resistente” non riguarda, pertanto, solo le grandi città italiane, quali Roma, Napoli, Bologna o Torino ma anche molte aree interne e province caratterizzate da una tradizione politica articolata e da un elettorato storicamente attento ai temi istituzionali. Ne consegue che il voto espresso in merito al recentissimo quesito referendario ha evidenziato una sensibilità critica verso la riforma proposta, con una prevalenza del No: ciò colloca la nostra provincia nel quadrante delle realtà meno favorevoli al cambiamento costituzionale.
