I metalmeccanici irpini incrociano le braccia per otto ore. È quanto dichiarato congiuntamente da Cigl, Cisl e Uil per sollecitare, ancora una volta, maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Uno stop forzato, soprattutto dopo i tragici fatti di Torino, che vede le associazioni sindacali nuovamente sul piede di guerra. In tutti gli stabilimenti industriali sono stati osservati, in concomitanza con i funerali, dieci minuti di silenzio in memoria di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino, i quattro operai morti nel rogo dell’acciaieria Thyessnkrupp. “La salute non può essere un prodotto da vendere in cambio di un posto di lavoro. Nessuno può cadere nel peccato di non occuparsi a sufficienza della salute dei lavoratori”. Così il cardinale di Torino, monsignor Severino Poletto, citando uno scritto dell’Osservatore romano, ha stigmatizzato il tragico incidente sul lavoro nella sua omelia durante l’estremo saluto delle quattro vittime. Situazione ancora più aggravata se si pensa al totale complessivo di morti bianche in Italia: 900 dal gennaio 2007. Negativa anche la stima in Campania che conta 13 vite spezzate sul luogo di lavoro per un complessivo di 400 incidenti. In Irpinia, dall’inizio dell’anno, si sono registrate 4 vittime: 3 nel comparto edile e una in quello industriale. Un 2007 sicuramente ‘nero’ per il mondo del lavoro che vede unanimi i sindacati nel voler creare maggiori opportunità di sicurezza e legalità. Le otto ore di sciopero, indette per domani, serviranno proprio a questo: dare input alle istituzioni affinché non si piangano altre vite umane.