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Così il sindaco Foti sulla questione della sostenibilità dello Stir di raccogliere nuovi rifiuti dalla Calabria: “Il Presidente Caldoro avrebbe individuato tre siti di Stir nelle zone interne, questo naturalmente ci lascia interdetti. Noi abbiamo inviato una segnalazione al commissario Coppola e al direttore generale di Irpiniambiente, i quali gestiscono lo Stir, in cui mostriamo la nostra contrarietà e segnaliamo problemi di carattere ambientale che precludono che si possa procedere al conferimento di rifiuti nella situazione attuale dello Stir perché ci sono delle verifiche da parte dell’Arpac che suggeriscono di rallentare l’attività in quanto bisogna fare degli interventi di monitoraggio approfondito sugli impianti”.
“E’ per me doveroso partecipare a questa iniziativa – continua Foti – perchè tutto cio che viene dall’organizzazione spontanea dei cittadini deve trovare ascolto dalle Istituzioni. In questo senso credo che sia un gesto doveroso essere presente, ascoltare e rassicurare perché allo stato attuale non è stato effettuato nessun conferimento di rifiuti da parte della Calabria e io mi sento di escludere che questo nel breve e medio termine possa accadere”.
“Io non mi sottraggo dalle responsabilità del passato – conclude il primo cittadino di Avellino – ma oggi senza il concorso della Regione Campania su queste vicende non c’è Ente locale che da solo possa muoversi per un impegno che sul piano finanziario è enorme. Questa è un’eredità della gestione commissariata dei rifiuti, spero e confido che il nuovo soggetto organizzativo, l’Ato, più che litigare su questioni residuali si occuperà del nuovo modello organizzativo di gestione del ciclo dei rifiuti”.
Carlo Sibilia, deputato del M5S, dopo il corteo ha partecipato alla pubblica assemblea insieme alle Associazioni“Briganti d’Irpinia”, SOS Pianodardine “Terra di nessuno”, Associazione “Diritti per il cittadino” e “Lotta per la vita. “Noi come Movimento Cinque Stelle – dichiara il pentastellato – siamo qui e ci fa piacere partecipare a questa manifestazione soprattutto perché in tempi non sospetti abbiamo sollevato la questione dello stop al biocidio nella Valle del Sabato. Abbiamo raccolto 5000 firme e le abbiamo portate dal Prefetto per cercare dare un’accelerata alla risoluzione di un problema grave. I cittadini della Valle del Sabato sono continuamente avvelenati: ci sono dei dati che testimoniano la preoccupazione, c’è un incremento esponenziale delle probabilità di contrarre tumori e malattie di questo genere in tutta la Valle. Noi siamo lieti di essere qui insieme alle altre forze, insieme al sindaco Foti e a tanti altri ma il problema è: dove ci porta questa manifestazione? Io non vorrei che il potere manifesti contro se stesso, chi sta nell’esecutivo oltre a fare la marcia ha il dovere di risolvere i problemi, produrre atti concreti che noi aspettiamo con ansia”.