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Nel libro corale di Paolo Saggese, introdotto da Pino Aprile e Michele Ciasullo, postfazione di Dario Meninno, si racconta l’Italia e l’Irpinia di questi anni, la crisi economica attuale, la fine della FIAT IRISBUS di Valle d’Ufita, la fuga dei giovani, che le Sentinelle dell’Irpinia cercano di arginare, invitando tutti gli Irpini a divenire Sentinelle.
Il libro, infatti, si chiude con la Lettera delle Sentinelle:
Lettera agli Irpini
“Vi chiederete forse il perché di questa lettera, voi che di parole ne avete ascoltate tante. Siete stanchi di parole, perciò vi chiediamo solo cinque minuti. Siamo le “Sentinelle d’Irpinia”, che non è un movimento, non è un partito, non è un’entità estranea, ma un modo di essere, una testimonianza di civiltà. La Sentinella è esempio di gratitudine nei confronti del nostro mondo, significa essere grati di ciò che abbiamo e perciò possiamo essere testimoni di amore disinteressato. La Sentinella trasmette un messaggio di amore disinteressato nei confronti della Terra. E in cosa consiste questo modo di essere? Il nostro modo di essere è osservare il territorio, guardarci intorno, divenire i testimoni di un territorio che non ha voce e che ha bisogno di essere ascoltato. Le Sentinelle pongono al centro del loro impegno il bene comune, costituito dal mondo in cui viviamo, dalle risorse naturali, territoriali, ambientali, culturali, sociali, economiche, e si propongono di salvaguardarlo per consentirgli la sopravvivenza.
Primi firmatari
Pasquale Antonio Buccio, Michele Ciasullo, Alessandro Di Napoli, Maria Teresa Di Paola, Carmine Famiglietti, Giuseppe Iuliano, Assunta Lo Conte, Costantino Lo Conte, Dina Lo Conte, Nunzio Lucarelli, Attilio Martiniello, Franca Molinaro, Antonio Morgante, Laura Mottola, Luciana Palumbo, Dario Raduazzo, Elena Raduazzo, Paolo Saggese, Silvio Sallicandro, Gerarda Tanga.