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Irpinia e il “chiaroscuro rosa”: sindache all’8,47%, ma le istituzioni sono guidate dalla leadership femminile

L’8 marzo non è una semplice ricorrenza simbolica: è una giornata che richiama la memoria delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne unitamente alle discriminazioni e alle violenze che, ancora oggi, limitano la piena parità.

Nata all’inizio del Novecento come giornata di mobilitazione per il lavoro femminile, nel tempo si è trasformata in un appuntamento globale dedicato ai diritti, alla partecipazione e alla rappresentanza. Tuttavia, è proprio la rappresentanza femminile nelle amministrazioni comunali d’Irpinia ad evidenziare un traguardo lontano. L’analisi dell’elenco ufficiale della Prefettura di Avellino mostra, infatti, un dato inequivocabile: su 118 Comuni, una quota minoritaria di essi – pari ad appena l’8,47% – è guidata da una figura direttiva femminile.
La stessa sproporzione emerge nei Consigli comunali e regionali, dove la presenza femminile continua a essere marginale. Un quadro che, anche e soprattutto nella Giornata internazionale sulla Donna, invita a riflettere sul divario di genere ancora radicato nella politica territoriale.

La scarsa presenza femminile a guidare le Amministrazioni comunali irpine va oltre alla natura intrinsecamente analitica di un dato amministrativo: a ben vedere, si è di fronte ad un indicatore “sentinella” del divario che ancora separa molte donne dall’accesso alle cariche pubbliche.

Di contro, una forte leadership femminile si rinviene per quanto riguarda la governance di gran parte di enti ed istituzioni irpini, con un trend in aumento nell’ultimo triennio: dalla Prefettura al Comando dei Vigili del Fuoco e della Casa Circondariale, dall’Azienda Sanitaria Locale al Provveditorato agli studi, dal Tribunale di Avellino all’ACS.

La dimostrazione tangibile che, quando le barriere culturali si allentano lasciando spazio alle opportunità, le donne sanno affermarsi guidando con competenza, visione e responsabilità. La presenza femminile ai vertici delle istituzioni avellinesi dimostra quanto la competenza non abbia genere e quanto sia possibile e, soprattutto, concretizzabile la parità.

In altre parole, un territorio – quello della nostra Irpinia – che vede contrapporsi due velocità, quella dei Comuni, con una rappresentanza femminile ancora marginale e quella delle istituzioni provinciali, con ruoli chiave e strategici attribuiti alle donne.

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