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E proprio in questa direzione la Procura della Repubblica di Avellino intende fare chiarezza. Il tutto sarebbe partito, infatti, da un esposto presentato al palazzo di giustizia avellinese lo scorso anno e che riguarderebbe una non meglio precisata operazione di fatturazione ‘anomala’. I documenti e i libri contabili, i personal computer e tutti i vecchi falconi acquisiti dai carabinieri della stazione di Solofra sono adesso al vaglio dei tecnici e dei periti nominati dal Tribunale di Avellino.
Nessun particolare è emerse sinora su tempi e modalità delle attività di controllo degli organismi incaricati. Dell’inchiesta si sta occupando il sostituto procuratore dott.ssa Venezia, lo stesso magistrato che qualche tempo aveva firmato il sequestro delle due cooperative di località Sant’Andrea Apostolo.