Irisbus – Solimine chiede alla Regione “sicurezza sulle commesse”

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Irisbus, l’amministrazione provinciale farà la sua parte ancora una volta per dare dignità ad un territorio che non può permettersi il rischio di vedere mortificata la propria forza lavoro e che non riuscirebbe a superare l’impatto del ventilato ridimensionamento delle attività svolte presso l’insediamento Iveco in Valle Ufita. L’assessore provinciale al lavoro ed alla formazione professionale, Giuseppe Antonio Solimine che questa mattina ha presieduto il tavolo istituzionale permanente anticrisi, convocato dietro richiesta delle organizzazioni sindacali per affrontare la questione della Irisbus, ha voluto rassicurare così i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, le Rsu e le associazioni di categoria che si sono rivolte alla istituzione Provincia per essere assistiti in una nuova vertenza che rischia di far saltare 250 posti di lavoro. L’incontro è stato tenuto presso la sede dell’assessorato al primo piano del centro per l’impiego di Avellino. Solimine ha intenzione di convocare i sindaci e gli imprenditori dell’area interessata affinché si giunga ad una sorta di accordo collettivo a difesa dei lavoratori. L’assessore ha spiegato che questa nuova emergenza dovrà essere affrontata partendo dal presupposto che è necessario riorganizzare lo stabilimento per renderlo più competitivo e sollecitare un incontro anche con l’assessore regionale ai trasporti per ottenere rassicurazioni sulle commesse. Alla Irisbus sono prodotti autobus destinati soprattutto ai percorsi urbani, recentemente dalle catene di produzione è uscito il Citelis che rappresenta il riferimento tecnologico della fabbrica e, quindi, ci sono tutti i presupposti affinché l’azienda continui ad operare mantenendo le attuali maestranze. Solimine ha aggiunto che ci sono commesse che possono essere affidate alla Irisbus e che l’impegno dell’assessorato e della Provincia andrà verso questa direzione perché l’Irpinia non può permettersi assolutamente di veder ridurre il numero di addetti da 850 a 600 con le ovvie e drammatiche conseguenze. L’assessore ha evidenziato che il ridimensionamento della fabbrica Iveco mortificherebbe l’intera area industriale della Valle Ufita e creerebbe seri problemi anche all’intero indotto.

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